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Noleggio e locazione da diporto nel Parco della Maddalena, da Confindustria CNS no ai nuovi divieti

La Sezione Nautica dell’Associazione degli Industriali del Nord Sardegna sollecita il ritiro del provvedimento: «Gli operatori non coinvolti»

Sassari. È un provvedimento che crea solo confusione e che arriva in un momento cruciale, quello dell’avvio di una stagione estiva che si spera possa portare numeri positivi dopo due anni di rallentamento a causa dell’emergenza sanitaria per il coronavirus. La Sezione Nautica di Confindustria Centro Nord Sardegna interviene sul tema dei permessi alle attività di noleggio e locazione di unità da diporto nell’area del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena. Lo scorso 4 giugno il consiglio direttivo del Parco ha infatti introdotto una limitazione che da subito è stata considerata dirompente dagli operatori del settore. Alle attività di noleggio e locazione sarà concesso il 75 per cento dei permessi se si tratta di autorizzazioni che riguardano residenti nell’area del Parco. Ai non residenti potrà essere assegnato solo il restante 25 per cento. Tradotto: il limite massimo di autorizzazioni rilasciabili è di 360 unità; di queste fino a 270 possono essere concesse ai residenti, fino a 90 a non residenti. In pratica, l’impresa che richiede l’autorizzazione dovrà certificare che le sue imbarcazioni sono di proprietà di un soggetto residente nel territorio del Comune di La Maddalena. Per il momento, i vertici del Parco hanno spiegato che la nuova misura entrerà in vigore il prossimo anno.

Confindustria Centro Nord Sardegna Sezione Nautica è contraria a una impostazione di questo tipo e appoggia la richiesta di Confindustria Nautica nazionale al presidente Draghi e al ministro Cingolani di intervenire per la revoca immediata del provvedimento (che è previsto sia approvato dal Ministero della Transizione ecologica).

Tiziano Cabizzosu, presidente Sezione Nautica Confindustria Centro Nord Sardegna: «Si tratta di una misura che non ci trova favorevoli e, soprattutto, priva di concertazione con il comparto nautico. Serviva, e serve, un maggiore coinvolgimento di tutti gli interlocutori: non si tratta di un dispositivo che tocca solo il charter o la cantieristica, ma impatta sull’intero settore della nautica. Parliamone insomma, ma facciamolo coerentemente con le esigenze di tutti».

Giovanni Conoci, vicepresidente Confindustria CNS e presidente Assonautica Nord Sardegna: «È una misura protezionistica che non è giustificabile e che arriva fuori tempo. Ci sono altre soluzioni, come i campi boa o infrastrutture avanzate che consentono una tutela efficace. Con questa norma si crea un danno grave alle aziende, che hanno già iniziato a locare le barche, e ai clienti, che da tutto il mondo troverebbero difficoltà ad accedere all’arcipelago. Al contempo, riteniamo sia utile aprire un dialogo con i parchi affinché prendano decisioni che siano condivise e contemperanti delle esigenze delle imprese, dello sviluppo economico e della tutela dell’ambiente».

Il provvedimento del Parco comprende inoltre altri passaggi da chiarire. Angelo Usai, operatore del settore charter a vela: «Con la pandemia, per ovvi motivi, non avevamo la necessità di rinnovare il permesso per l’intera flotta. Adesso ci dicono che le autorizzazioni ai non residenti saranno concesse solo a chi le aveva già ottenute nel 2021. Con l’ulteriore dubbio se il requisito della residenza riguarda l’impresa o il titolare. Siamo consapevoli che ci sono mesi interi nei quali la pressione antropica è molto alta, ma non è compito di noi operatori, che creiamo occupazione, intervenire».

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