Hinterland

No alla chiusura dell’impianto di selezione rifiuti di Tergu

L’Unione dei Comuni dell’Anglona e Bassa Valle del Coghinas si esprime all’unanimità: «Pieno e forte sostegno all’iniziativa volta ad ottenere dalla Regione i 3 milioni e mezzo di euro di finanziamento»

 

 

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Un cassonetto per la raccolta della plastica

Tergu. Il Corepla (consorzio nazionale per il recupero della plastica) ha richiesto al Comune di Tergu di adeguare, entro il 31 gennaio 2017, il locale impianto di selezione rifiuti ai nuovi requisiti di qualità e di quantità del materiale lavorato: termine perentorio, scaduto il quale l’impianto dovrà essere chiuso. Il Comune di Tergu, consapevole delle disastrose conseguenze che ne deriverebbero sul piano del ciclo virtuoso dei rifiuti nell’intero nord Sardegna, e a livello del contesto sociale, economico e occupazionale di un territorio che perderebbe ben 50 posti che danno sostentamento ad altrettante famiglie, ha attivato insieme alla Regione Autonoma della Sardegna un percorso di finanziamento dei lavori di adeguamento stimati in 3.500.000 euro, come da progetto definitivo approvato dalla Giunta comunale di Tergu nella seduta del 11 marzo 2016.

Nella sopra citata iniziativa si è scelto di coinvolgere i sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Anglona che, esprimendo grande preoccupazione sul tema del mantenimento dei livelli occupazionali e sui risvolti negativi che deriverebbero dal mancato finanziamento dei lavori di adeguamento dell’impianto, nell’Assemblea Generale svoltasi lo scorso 17 marzo 2016 hanno dato deliberato all’unanimità «pieno e forte sostegno all’iniziativa volta ad ottenere dalla RAS i 3.500.000 euro di finanziamento. Opportunità importante, occasione da non perdere». Presenti e favorevoli Antonello Cubaiu di Nulvi, Antonio Pileri di Erula, Marco Pischedda di Chiaramonti, Pietro Carbini di Santa Maria Coghinas, Gianfranco Satta di Tergu, Tiziano Lasia di Martis, Pietro Moro di Laerru e Stefano Ruiu di Sedini. Copia della delibera dell’Assemblea Generale è stata inviata al presidente della Giunta Regionale Francesco Pigliaru, all’assessore alla Programmazione Raffaele Paci e all’assessore all’Ambiente Donatella Spano.

Senza il finanziamento regionale di 3.500.000 euro, che garantirebbe quindi la possibilità di migliorare la qualità del lavoro e elevare il livello di efficacia e efficienza, lo stabilimento andrebbe incontro alla chiusura in quanto impossibilitato a rispondere alle richieste del Corepla, comportando gravi danni al virtuoso ciclo dei rifiuti del Nord Sardegna, ai dipendenti dell’impianto e alle loro famiglie. «Quello offerto dall’impianto di Tergu è un servizio di grande importanza, cui si rivolgono Comuni, Unioni dei Comuni e i soggetti che attuano la raccolta differenziata. Un servizio che ha reso Tergu uno dei punti di riferimento, a livello sardo e nazionale, per efficienza e rispetto delle norme che regolano la raccolta – spiegano i sindaci –. Proprio per questo, riteniamo priorità assoluta l’adeguamento dell’impianto alle norme dettate dal Consorzio Nazionale per il recupero delle plastiche, in modo da elevare ancora il livello di efficienza e confermare lo stabilimento sugli standard che lo contraddistinguono, senza dimenticare la componente occupazionale, fondamentale anch’essa in tempi di dura crisi e difficile ricerca di lavoro».

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