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Nasce a Sassari un Museo della Quarantena

Sarà attivo tra pochi giorni in versione virtuale. Comprenderà immagini di reparti ospedalieri, pronto soccorso, ambulanze, laboratori, residenze per anziani

Sassari. Come sta avvenendo in varie parti del mondo, sarà attivo tra pochi giorni a Sassari un Museo virtuale della Quarantena, nato da un’idea concepita la primavera scorsa nel Centro per gli Studi Antropologici, Storici e paleopatologici – Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari. Il Museo ha raccolto immagini e foto di vari reparti ospedalieri (Covid, terapie intensive, ecc.), pronto soccorso, ambulanze, laboratori, residenze per anziani, strutture e luoghi di cura. Coinvolti la Aou, la Facoltà di Medicina e Chirurgia, i dipartimenti, in particolare quello di Scienze mediche, chirurgiche e sperimentali e l’Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione.

Manufatti, dispositivi di protezione individuale (tute, mascherine, guanti), oggetti d’uso, disinfettanti, tamponi e altro. Foto che documentano l’organizzazione del triage e pre-triage, la vestizione e la svestizione del personale sanitario, ambulanze, laboratori, strutture temporanee, file davanti al pronto soccorso, i reparti covid, medici e infermieri intorno al letto di malati in terapia intensiva. E, ancora: preti in chiese deserte, senza fedeli; messe celebrate sul tetto di una chiesa; rappresentanti del Gremio dei Viandanti che portano il quadro della Vergine del Buon Cammino nei reparti Covid dell’Ospedale; l’arcivescovo con walkie talkie a colloquio con i malati al di là del vetro, un gruppo di cinghiali, di notte, nel salotto buono della città, piazza d’Italia. E, ancora, i primi titoli dei giornali che l’8 gennaio 2020 danno notizia, per la prima volta in Italia, della preoccupazione per ‘una polmonite atipica’ diffusa in Cina. E, quindi, i titoli dei giornali sardi che annunciano il lockdown, come avremmo presto imparato a chiamare le misure di confinamento. Nel Museo virtuale figurano anche foto di chiese con i soli celebranti e alcune opere di Narcisa Monni, docente all’Accademia delle Belle Arti, a cui il lockdown ha ispirato decine di disegni. Nel futuro potrà arricchirsi di nuove immagini e costituirà un prezioso patrimonio di conoscenza della storia sanitaria e sociale dell’emergenza pandemica a Sassari.

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