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Musicomica, sabato “Claudia Aru e le sue Tzie”

Al Teatro Verdi di Sassari storie di Sardegna con un cuore africano

Sassari. Musica, meraviglia e allegria sono stati gli ingredienti della riapertura ufficiale del Teatro Verdi che ha inaugurato la sua prima rassegna post lockdown: “Musicomica”, organizzata da Teatro e/o musica, con il duo Nando e Maila. Lo show inconsueto ha entusiasmato il pubblico che ha applaudito con calore il circo dell’invenzione ecclettica presentato dai musicisti-equilibristi sul palco interpreti di celeberrimi brani di classica eseguiti con tubi di ogni dimensione e altri strumenti inventati. Sul palco a trasformare a sorpresa la formazione in un trio anche la figlia di Nando e Maila: Marilù talentuosa adolescente già pratica del palco grazie ai suoi genitori maestri d’arte.

Originalità ed ironia sono elementi base anche del secondo appuntamento di “Musicomica” fissato per sabato 10 ottobre alle 21 con “Claudia Aru e le sue Tzie”. Protagoniste indiscusse “sas tzias”, ovvero tutte quelle donne che, passata una certa età, diventano automaticamente “zie” ed entrano nella vita della comunità diventando “su bixinau” il cardine attorno al quale ruota la vita “de sa bidda” (del paese). Conosciamo così particolari della preparazione di una processione e i pettegolezzi del paese, i modi di dire intraducibili in italiano, “Sa meixina de s’ogu”, “Su fogu de Sant’Antoni”, la paura di Momoti, l’arte de su “frastimmu”.

Alle perle più significative della comunità sarda, Claudia aggiunge nel suo nuovo spettacolo in scena al Verdi l’esperienza vissuta in Niger tra marzo e luglio di quest’anno. L’artista si trovava in Africa per un progetto di sostegno ai profughi salvati dalla Libia patrocinato da l’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (UNHCR), ma il viaggio di due settimane si è trasformato in un soggiorno forzato di 4 mesi in seguito alla chiusura delle frontiere per l’emergenza sanitaria Covid 19. «È stata di certo – dice Aru – l’esperienza più incredibile della mia vita, un evento inaspettato difficile da descrivere in poche parole che oltre le difficoltà affrontate mi ha comunque portato ad intrecciare nuove collaborazioni, acquisire nuove conoscenze, trovare ispirazioni e un nuova spinta vitale». Sul palco accanto ad Aru Fabrizio Lai (chitarra e ukulele) e Simone Soro (violino). Per prenotazione e biglietteria Teatro e/ Musica Teatro Verdi tel 079236121.

Prossimi appuntamenti. Domenica 15 novembre alle 21 la rassegna si conclude con Giobbe Covatta il comico, scrittore, attore e attivista napoletano dalla verve unica e amatissimo dal pubblico. Da diversi anni per i titoli dei sui spettacoli Covatta sceglie dei numeri. Così dopo “7” (come i sette vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), tocca ora al numero “6″! Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Lo spettacolo si colloca in diversi periodi storici del futuro, nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi di queste epoche sono i nostri discendenti (figli, nipoti o pronipoti che siano), eredi del nostro patrimonio economico, sociale e culturale. Da Giobbe Covatta un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica.

Sono previste diverse modalità di abbonamenti per bambini e adulti, per prenotazione e biglietteria Teatro e/ Musica Teatro Verdi tel 079236121.

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