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Musica, Arcidiocesi e Conservatorio avviano collaborazione

Sottoscritto protocollo d’intesa con la Fondazione “Accademia. Casa di Popoli, Culture e Religioni”. Saranno condivisi iniziative e programmi

Sassari. Condividere iniziative e programmi in campo musicale e artistico. È l’obiettivo del protocollo di intesa tra la Fondazione “Accademia. Casa di Popoli, Culture e Religioni – Nuovo umanesimo dell’incontro” ed il Conservatorio Musicale “Luigi Canepa”. Mercoledì, nella Sala del Trono dell’Episcopio, l’arcivescovo Gian Franco Saba, presidente della Fondazione Accademia, l’avvocato Ivano Iai e il maestro Mariano Meloni, rispettivamente presidente e direttore del Conservatorio di Sassari, hanno presentato l’importante intesa tra le due istituzioni cittadine.

Curia e Conservatorio «intendono procedere alla definizione di azioni e attività comuni volte alla condivisione di programmi e percorsi di alta formazione in seno alla Fondazione “Accademia. Casa di Popoli, Culture e Religioni – Nuovo Umanesimo dell’incontro”; riconoscono il valore della relazione tra persone, culture e religioni quale strumento pedagogico utile alla promozione umana, attraverso una strategia di integrazione intesa anche come promozione di studi e scambi culturali. Le pari condivideranno progetti, strumenti e risorse e si impegnano ad attuare azioni congiunte e forme di coordinamento e programmazione per la condivisione di mezzi, strutture e risorse, nel rispetto delle rispettive prerogative istituzionali e autonomie gestionali. Le parti si impegnato quindi a collaborare per la costruzione, in seno alle strutture della Fondazione “Accademia”, di un osservatorio permanente per le arti musicali e artistiche quale strumento di dialogo interculturale e religioso.

«La Chiesa ha bisogno di dare linfa vitale al suo patrimonio – ha detto l’arcivescovo Saba –. La Chiesa non è un museo. Non basta possedere un patrimonio ma va tradotto in espressione di vita». «Il protocollo non è solo il risultato di una visione comune ma anche l’apertura verso altre culture e religioni», è il commento di Mariano Meloni, direttore del Conservatorio. Il legame tra musica in città e religione è chiaro. Basta un dato: nel 1700 proprio al Duomo operava un’importante cappella musicale. «L’arcivescovo ci ha sollecitato nel guardare alla persona. Vogliamo stimolare la crescita delle istituzioni al servizio della collettività perché la collettività si giovi dell’espressione dell’arte nelle forme più belle», ha detto l’avvocato Ivano Iai, presidente del Conservatorio “Canepa”.

In particolare, il Protocollo ricorda che saranno incentivate attività quali: studio, ricerca sui codici musicali tradizionali e locali; condivisione del patrimonio bibliotecario; organizzazione di convegni, seminari e altre attività di diffusione della conoscenza in campo musicale e artistico; partecipazione a progetti di ricerca anche attraverso il coinvolgimento di altre istituzioni accademiche; promozione all’interno dei propri canali di comunicazione delle attività condivise. Sarà inoltre istituito un Comitato Scientifico composto da rispettivi rappresentanti, al fine di concordare programmi e iniziative comuni, con il compito di proporre atti e documenti operativi di programmazione e gestione delle attività condivise. Gli obiettivi del protocollo potranno essere realizzati anche mediante il coinvolgimento di altri soggetti pubblici o privati interessati. Le parti potranno promuovere congiuntamente e disgiuntamente azioni volte alla ricerca di font di finanziamento pubbliche, private, regionali, nazionali o comunitarie destinate alla realizzazione dei programmi di cui al presente protocollo. Le iniziative saranno definite nell’ambito del Comitato Scientifico e specificamente approvate dagli enti partecipanti.

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