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Monsignor Saba: «Il giornalismo non si improvvisa in un momento»

Tradizionale celebrazione nella cappella del seminario di Sassari del Te Deum di fine anno rivolto agli operatori della comunicazione

Sassari. Un grazie per l’opera quotidiana di discernimento che avviene nelle redazioni nel momento in cui si preparano le edizioni da stampare, da mandare in onda o in rete. Il Te Deum di fine anno è stato ancora una volta un’occasione di incontro tra Chiesa e operatori del mondo della comunicazione e dell’informazione. Questa mattina nella cappella del seminario diocesano monsignor Gian Franco Saba, arcivescovo di Sassari, ha presieduta una solenne concelebrazione che si è conclusa con il canto del Te Deum e con i saluti di don Michele Murgia, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali, e di Andrea Pala, presidente regionale dell’Ucsi. Nei giorni scorsi a Cagliari sono stati ricordati proprio i sessant’anni dell’Unione cattolici della stampa italiana.

«Il giornalismo è una professione delicata e che non si improvvisa né si costruisce in un momento. Allo stesso tempo è una forma di evangelizzazione, di edificazione ecclesiale, nonché uno strumento di formazione delle coscienze», ha detto monsignor Saba nell’omelia. La Chiesa raccoglie inoltre la sfida dell’utilizzo dei nuovi strumenti informatici, calandosi nel mondo digitale del terzo millennio, con la consapevolezza che il cronista, laico o cattolico, debba dare testimonianza della realtà in modo puntuale e quindi affidabile. L’arcivescovo, durante la celebrazione, è stato affiancato dal rettore e dal vicerettore del seminario, don Andrea Piras e don Andrea Stara, e dal delegato per l’apostolato della buona stampa, don Francesco Marruncheddu.

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