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Monni (Cisl-Fp): «I referti dei tamponi devono essere comunicati almeno entro 36 ore»

«Da diverso tempo riceviamo segnalazioni sui tempi di risposta troppo lunghi»

Sassari. I referti vanno comunicati almeno entro 36 ore. Il segretario territoriale della Cisl-Fp Antonio Monni sollecita maggiore celerità nell’esecuzione dei tamponi sul contagio da Covid-19. «Da diverso tempo riceviamo segnalazioni da parte di numerosi colleghi (dipendenti ospedalieri e delle ditte in appalto), ma anche di cittadini, sui tempi di risposta in seguito agli screening da coronavirus. Al netto di quelle che sono le difficoltà legate all’emergenza in atto, che stanno richiedendo una mole di lavoro eccezionale sull’unico laboratorio di microbiologia e virologia della Aou di Sassari, tuttavia non possiamo non sottolineare un aspetto non di poco conto, ovvero che se per ricevere il referto del “tampone” i tempi sono quelli che ci hanno segnalato, ovvero 5/7 giorni, in alcuni casi anche di 10 giorni, appare assai probabile che durante il periodo di attesa, gli operatori, continuando a lavorare in ospedale e/o in altra struttura territoriale, nell’ipotesi in cui risultino “positivi”, potrebbero inconsapevolmente favorire la diffusione del contagio, rendendo pertanto inutile l’obiettivo per il quale tutti ci stiamo battendo. Ora, se la strategia è quella di effettuare “tamponi di massa”, ma nel contempo le capacità strumentali e professionali del laboratorio non consentono di rilasciare le relative refertazioni, attraverso la “temutissima” mail con la quale ci viene comunicato se oppure no si ha contratto il virus, ebbene credo che detta strategia debba essere oggetto di riflessione, poiché non c’è bisogno di essere degli esperti virologi per comprendere che l’esito di un tampone prima arriva e meglio è, cosicché se il referto è positivo l’immediata quarantena permette di evitare il propagarsi del contagio sia sul posto di lavoro che in ambiente familiare».

«Ritengo che al di là dei criteri e/o le priorità sulle quali si basa la calendarizzazione degli screening, è necessario ripensare ad una modalità del censimento del contagio intanto con l’implementazione delle risorse professionali e tecnologiche, approfittando anche della presenza di altri presidi come lo Zooprofilattico della Sardegna che si è candidato a testare i tamponi, così da ridurre i tempi di attesa e nel contempo ottimizzare e semplificare le procedure che anticipano la comunicazione del referto. Quanto sopra e a ragion veduta visto che i numeri dei contagi su Sassari e dentro gli ospedali continuano ad aumentare, fatto in netta contraddizione di chi dichiara “che la situazione sotto controllo», conclude Monni.

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