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Metrotranvia, il dibattito in Consiglio comunale

Brianda: «Per l’epidemia chiediamo un differimento della scadenza». Pinna (Pd): «Problemi se si sceglie il meno peggio». Andria: «Opera sbagliata»

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Sassari. Come prevedibile, il dibattito in Consiglio comunale dedicato giovedì pomeriggio al secondo e al terzo lotto della Metrotranvia è stato animato. Il tema, del resto, è uno di quelli da anni è al centro del confronto politico in città.

Metropolitana di superficie, ci sarà il viadotto sulla ex 131

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Manuel Alivesi (Gruppo di Maggioranza)

I Civici. Per la maggioranza civica è stato il capogruppo Manuel Alivesi a illustrare la mozione con la quale si chiedeva al sindaco e alla Giunta di impegnarsi «ad adottare la scelta del tracciato indicato alla voce “soluzione n.1” così come specificato nella nota dell’Arst, ente appaltante, dell’8 maggio 2020». Si tratta infatti, ha ribadito Alivesi, della soluzione meno onerosa e soprattutto la più breve da realizzare. A bocciare la soluzione 2 è stata, sempre a nome della maggioranza, Giovanna Posadinu: «A me non piace né l’una né l’altra proposta. Però forse la “soluzione 1” è la meno peggio. La seconda prevede tre impianti semaforici. È insomma inguardabile».

L’intervento di Mariano Brianda. «La storia del secondo lotto della Metrotranvia, così lunga e travagliata, ha, per quanto mi riguarda, un anno zero e un anno uno», ha esordito Mariano Brianda (centrosinistra – gruppo Futuro Comune). «L’anno zero risale al maggio 2019, quando, in piena campagna elettorale, in un convegno partecipatissimo organizzato dalla Nuova Sardegna, tutti e sette gli allora candidati sindaci, compreso il sottoscritto, l’esponente del centro destra, l’attuale Sindaco e l’attuale presidente del Consiglio (quest’ultimo, addirittura, facendo propri nel programma elettorale tracciato e soluzioni prospettati dal Comitato della Metrotranvia), avevano tutti, unanimemente, concordato non solo sulla valenza oggettiva di quel progetto, ma anche sulla sua prevalenza su tutti gli altri».

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Mariano Brianda (centrosinistra)

«La città era compatta e concorde nel sostenere quell’idea del Comitato, con una unità e coesione di espressione che per Sassari è oramai da tempo cosa rara. L’anno uno è stato invece il Consiglio Comunale aperto, svoltosi nei mesi scorsi al Teatro Civico con la partecipazione, tra gli altri, dei massimi esponenti Arst e della dirigente dell’Assessorato regionale per le infrastrutture – ha proseguito Brianda –. Ebbene, tutte le autorità presenti avevano pubblicamente convenuto non solo sulla inesistenza di progetti ufficiali e quindi sulla possibilità di approntarne uno ex novo, ma, soprattutto, sulla possibilità che ciascuna delle proposte in discussione compresa quella descritta con approfondimenti e dovizia di particolari dal rappresentante del Comitato per la Metrotranvia poteva essere realizzata nel rispetto dei tempi di legge. Così aveva detto in particolare la dirigente della Regione a cui aveva fatto eco il responsabile Arst dichiarando pubblicamente e davanti ai rappresentanti di Sassari che la sua società era pronta a realizzare una qualsiasi delle proposte esposte nei tempi stabiliti. Eravamo e siamo tutti d’accordo: quello era il progetto della città. Com’è allora che oggi discutiamo di due sole proposte e manca proprio quella avanzata dal Comitato per la Metrotranvia? Il tempo non è la scusa per fare male. Chiediamo un breve differimento dei termini. Possiamo farlo perché oggi c’è una novità pienamente spendibile che riguarda l’epidemia da coronavirus e il conseguente sconvolgimento delle ordinarie attività istituzionali e imprenditoriali. Otteniamo per questo motivo un nuovo termine per presentare il progetto definitivo, e con il nuovo termine diamoci da fare per rendere immediatamente praticabile il progetto del Comitato della Metrotranvia».

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Carla Fundoni (Pd)

Gli altri interventi del centrosinistra. No alla scelta della maggioranza civica anche dagli altri esponenti del centrosinistra. Per il capogruppo del Pd Giuseppe Masala «è chiaro che oggi si deve arrivare a una decisione da parte di questa assise. Noi qui non voteremo per nessuna delle soluzioni. Chiediamo al sindaco che assicuri i soldi, che Sirio arrivi a Li Punti, che l’intervento sia sostenibile e che si metta in campo quella “best practice” di collaborazione tra enti senza scaricare responsabilità». «Stiamo discutendo oggi di una di quelle pratiche che lasciano il segno. Un’Amministrazione che sceglie il meno peggio ha dei problemi. E se c’è una scadenza domani mattina chiedo perché ci siamo arrivati e perché il Consiglio comunale non è stato convocato prima», ha insistito Fabio Pinna (Pd). «Noi ricordiamo che l’ultimo atto che abbiamo votato coscientemente (la “Variantina Sanna”, ndr) con forza ci impone di dire che la “soluzione 1” è cosa vecchia. Siamo andati sulla “fase due” ed eravamo certi che si potesse andare alla “fase tre” per un progetto che pensavamo migliore. Non possiamo che essere contrari», ha dichiarato Carla Fundoni (Pd).

Il centrodestra. Critici sull’intera opera gli interventi del centrodestra. Per Francesco Ginesu (Lega) si tratta di «un progetto vecchio. È un “aggeggio” di 20 anni fa, scelto magari dal progettista perché aveva un modellino a casa. A noi serve un progetto di collegamento che va verso Porto Torres, non per arrivare a Li Punti». Secondo Mariolino Andria (Gruppo misto di minoranza) il tracciato è previsto da un Puc, approvato due volte e che «non funziona, non fa girare l’economia» e con la metropolitana di superficie «stiamo finanziando l’ennesima opera pubblica sbagliata».

Il M5s. «Capiamo la necessità di non perdere fondi. Ma siamo coerenti con quanto avevamo proposto in campagna elettorale e voteremo contro», ha spiegato Federico Sias per il Movimento 5 Stelle.

Astenuto invece Daniele Deiana (misto di minoranza).

Lu.Fo.

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