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Metro di superficie, non esiste nessun progetto cantierabile

Martedì pomeriggio il Consiglio comunale aperto con Arst, Regione, Atp e Comitato. «Occorre recuperare anni e anni di tele di Penelope», avverte il sindaco Campus

Sassari. Un consiglio comunale aperto per fare il punto una volta per tutte su secondo e terzo lotto della metropolitana di superficie a Sassari. Martedì pomeriggio il Teatro Civico ha ospitato una seduta straordinaria dell’Assemblea Civica dedicata al tema. Un appuntamento preannunciato alcune settimane in Consiglio direttamente dal sindaco Nanni Campus. Rimaneva solo da scegliere una data che consentisse la partecipazione di tutti i soggetti interessati. Oltre all’Amministrazione comunale, sono così intervenuti l’Arst, la Regione, la Provincia, l’Atp, il Comitato Metrotranvia, i comitati di quartiere, insieme a diversi consiglieri comunali del centrosinistra e del centrodestra e ai rappresentanti sindacali.

MetroCampusIl punto condiviso da tutti e sul quale non c’è stato bisogno di discutere – ma era prevedibile – è quello relativo ai finanziamenti da non perdere. «È chiaro che oggi non si doveva decidere niente, ma cercare di conoscere i tempi, fondamentale. Il rischio di splafonare sui tempi è davvero una ghigliottina su cui abbiamo messo la testa. Non è colpa nostra. Siamo oggi qui per recuperare anni e anni di tele di Penelope», ha subito precisato Campus nel suo intervento, che ha chiuso il dibattito coordinato dal presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru. Il rischio, se si continua a tergiversare, è uno solo: perdere i finanziamenti. Si tratta di 36 milioni di euro, già spendibili, e lo saranno fino al 31 dicembre del 2021. No, in ogni caso, a una nuova scadenza. «A chi parla di richiesta di rinvio: se anche dovessimo riuscire a trattenere i 36 milioni, rischieremmo di vedere scomparire gli altri soldi. In questi anni non è che sono stati tolti a Sassari, ma non li ha avuti perché non era in condizioni di spenderli e sono andati direttamente non solo a Cagliari».

Metro3«La responsabilità che cade su di noi oggi è quella di essere i più rapidi possibile, per non perdere anche gli altri treni che devono passare. Non è affatto una battuta», ha detto ancora il primo cittadino. Ma esiste un progetto esecutivo? La risposta è: no, non c’è in questo momento un progetto cantierabile. Questo significa che in realtà tutte le opzioni sono possibili, anche rivedere il tracciato ipotizzato finora che si basa su quanto previsto nel Piano Urbanistico Comunale. Ci sono però i tempi per una revisione totale? La risposta, messa così la domanda, sembra altrettanto negativa. Occorre insomma ripartire da quanto in questo momento è già previsto. E ciò non significa bocciare il ragionamento di sistema che sta prendendo piede negli ultimi mesi e che vede il Comitato Metrotranvia insistere su una visione più ampia di mobilità tram-treno. Con alcuni importanti paletti. «Si tratta di una visione ampia che abbiamo sposato tutti, perché il futuro passa lì. Ma non può mettere in competizione un sistema di collegamenti tra quartieri della città, come la metro di superficie, con un sistema di collegamento con l’area vasta».

Ma a chi spetta allora predisporre il progetto? «Apprezzo moltissimo – ha proseguito Campus – che l’Arst abbia detto oggi che è disposta a confrontarsi su qualsiasi tracciato. Sappiamo anche perfettamente che modificare il tracciato significa affrontare dei tempi tecnici che sono a rischio. Le varianti urbanistiche necessarie per fare passare la metrotranvia qui e là comportano tempi di mesi. E non possiamo comprimerli noi, perché derivano dalle normative. Tutto questo deve essere preso in considerazione».

«Non ho sposato nessun tracciato. Venti anni fa, è vero, ero contro una metropolitana che allora in maniera pomposa veniva presentata come “abbiamo la metropolitana”, ma per collegare la stazione all’Emiciclo, cinque minuti a piedi! È chiaro che invece la metro doveva servire per collegare una città che di per sé ha un territorio enorme e che è ricca di quartieri separati anche per motivi urbanistici. Sacrificare strade per renderle coerenti solo con un mezzo che va in sede propria significa che quel pezzo di strada servirà solo a quell’unico mezzo. E lo abbiamo già sperimentato in viale Italia», ha detto ancora il sindaco. «Su tutto questo ci dovremo confrontare. Chiederò a questo punto che i tecnici di Arst stringano i rapporti, immediatamente, con la nostra struttura operativa. In qualche maniera dobbiamo uscire da questa impasse. Sono assolutamente dubbioso sull’utilità del ponte (previsto sulla ex 131 tra Sant’Orsola e Li Punti, ndr) o di passare dentro Predda Niedda, nella parte tra l’altro dove non c’è utenza: una cosa è Bricoman e un’altra è il mercato all’ingrosso della frutta. E ho difficoltà a pensare che escano con le cassette per salire sul trenino».

«Tutte queste cose vanno confrontate e vanno viste in fretta. Non solo non voglio perdere questi soldi, ma voglio essere pronto a prendere quelli che potrebbero esserci l’anno prossimo, perché abbiamo dimostrato che siamo stati capaci di spendere oggi», ha concluso Nanni Campus.

Gli interventi. Il primo ad intervenire è stato l’ingegnere dell’Arst Ernesto Porcu. Entro il 31 dicembre del 2021 occorre avviare l’iter del cantiere, con il perfezionamento dell’obbligazione giuridicamente vincolante. In caso contrario i finanziamenti previsti, circa 36 milioni, per il secondo lotto (fino a “Marginesu” a Sant’Orsola) e per il terzo (fino a Baldinca-Li Punti), andranno perduti. L’Arst è una società in house della Regione: vale il presupposto che può affidare senza gara. La via d’uscita, secondo Porcu, esiste. «La tratta fino a via Marginesu è l’unica fattibile in tempi ragionevoli e che non ci farebbe perdere i finanziamenti». Bocciata invece l’ipotesi di variante che porta a un’interferenza tra traffico del tram e di veicoli nelle rotatorie: non verrebbe mai approvata.

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L’intervento di Rosario Musmeci

Secondo Rosario Musmeci, portavoce del Comitato Metrotranvia, è necessaria una visione più ampia di sistema urbano della mobilità. Serve una ricucitura tra Sant’Orsola nord e sud. Nell’ipotesi progettuale attuale ci sono 4336 metri complessivi di binario per una spesa di 36 milioni di euro. Per il Comitato Metrotranvia è invece possibile utilizzare parte della tratta già esistente per Sorso e per Nulvi e, per il lotto dopo via Marginesu, pensare anche a collocare il binario al centro della carreggiata, per ridefinire strutturalmente la ex 131.

Con i lotti due e tre in attività ci saranno conseguenze invece sui bilanci dell’Atp. Il direttore dell’Atp Bobo Mura lo ha fatto presente numeri alla mano: spostare gli utenti dall’autobus al treno comporta una perdita di 400 mila euro.

Ancora due anni a disposizione per il progetto definitivo, ha sottolineato Delfina Spiga, intervenuta per la Regione Sardegna. Non sono pochi ma neanche tantissimi.

«Il tema non è km in meno su metro o sul bus, ma invogliare i cittadini a utilizzare i mezzi pubblici. Il progetto di Musmeci è affascinante e condivisibile per alcuni aspetti», ha detto Chicco Porcu, amministratore unico dell’Arst, che gestisce le linee ferroviaria a scartamento ridotto. «Tranquillizzo tutti: non esistono progetti di Arst, non ci sono soluzioni di nessun tipo né scelte, né proposte, né progetti. Siamo qui tra soggetti che interloquiscono tra di loro. Non abbiamo la titolarità della pianificazione a tutti i livelli. Non ci sono stati commissionati studi. L’Arst si limita a dare dei pareri tecnici. E ha in carico 800 milioni di euro di progetti».

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