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Meazza: «Non ci saranno altre viale Italia o via Diaz»

Il vicesindaco di Sassari su Facebook: «L’Amministrazione si è ritrovata in eredità una nuova proposta di piste ciclabili». Nicola Sanna: «Già previste modifiche al progetto»

 

La pista ciclabile di via Diaz

Sassari. Non ci sarà nessuna nuova viale Italia. E neanche nessuna nuova via Diaz. Mercoledì scorso è stato il vicesindaco e assessore al Traffico e ai Lavori Pubblici Gianfranco Meazza a spiegare, direttamente su Facebook, gli obiettivi dell’Amministrazione comunale in materia di mobilità. Dopo la decisione di sospendere la Ztl al centro (tema più volte anticipato dal sindaco Nanni Campus in campagna elettorale) in attesa di definire un diverso intervento per la mobilità nel cuore della città (sarà privilegiato il ricorso alle isole pedonali), è adesso la volta delle piste ciclabili, altro tema che negli ultimi anni è stato al centro di grandi polemiche che hanno investito la Giunta guidata da Nicola Sanna. Per il momento c’è una certezza: l’Amministrazione Campus non vuole nuove piste ciclabili in città come quelle, famigerate e costantemente vuote, di viale Italia e via Diaz.

Il vicesindaco Gianfranco Meazza

«L’Amministrazione si è ritrovata in eredità sulla scrivania una nuova proposta di progetto meglio denominato “Programma Sperimentale Nazionale Mobilità Sostenibile”, MO.S.S. Mobilità Sostenibile a Sassari, sottoscritto dalla precedente Giunta e volto a realizzare nuove piste ciclabili in alcune strade centrali della città», scrive Meazza. Più nel dettaglio: il progetto metterebbe in campo € 1.599.720,72 per costruire, sui due lati, piste ciclabili in via Amendola, pista doppia via Coppino, pista unica sui due lati in via De Nicola – via Milano, pista unica sui due lati su via Turati a sx direzione via Monte Grappa, pista doppia su via Turati a dx direzione via Rockefeller, pista doppia su via Monte Grappa, pista doppia su via Rizzeddu, nel tratto tra via Monte Grappa e via Monsignor Saba, pista doppia su via Venezia, pista doppia su via Catalocchino, pista doppia su via Napoli.

Ma il Pd non ci sta. Il gruppo consiliare dem a Palazzo Ducale: «A rischio 1,6 milioni di euro per la mobilità sostenibile a Sassari»

La pista ciclabile in viale Italia

«L’opera così come programmata e finanziata – spiega il vicesindaco – ha un impatto significativo sulla città e va ad aggiungersi allo scompenso già subito a seguito della realizzazione delle piste ciclabili in alcuni punti nevralgici tra cui – solo per esemplificare – viale Italia o via Diaz. In questo modo si determinerebbe una grave interferenza alla viabilità veicolare in punti nevralgici e un vulnus al sistema della viabilità urbana, non facilmente ovviabile e recuperabile, sul versante: 1. della diminuzione degli stalli veicolari di sosta (soppressione di non meno 404 parcheggi); 2. della limitazione per i cittadini e operatori commerciali conseguente alla soppressione delle aree di sosta; 3. della limitazione alla sosta in prossimità di plessi scolastici con enormi disagi per la cittadinanza; 4. del restringimento delle strade con incremento dei perditempo per i flussi veicolari soprattutto sul punto di ingresso proveniente dalla direttrice per Ittiri».

«Alla luce di quanto sopra, considerata la precarietà e le palesi carenze strutturali del sistema della mobilità urbana di Sassari e la ulteriore compromissione che deriverebbe dalla realizzazione di altre piste ciclabili così come proposte, l’Amministrazione ha disposto di sospendere il prosieguo del succitato progetto e di richiedere al Ministero (finanziante) l’autorizzazione a procedere ad una necessaria revisione della proposta di progetto almeno per calibrare e convogliare le somme oggetto di finanziamento con l’attuazione di differenti azioni più incentrate sul versante di infrastrutture alla sicurezza stradale di cui Sassari ha necessità», conclude su Facebook il vicesindaco e assessore Gianfranco Meazza.

Giovedì alle 12,30 la replica al post dell’ex sindaco Nicola Sanna: «Avevamo già dato incarico e indicazioni ai tecnici del settore lavori pubblici di rimodulare il progetto preliminare che raccoglieva indicazioni del precedente piano per la mobilità sostenibile. Non è una novità».

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