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M’ammèntu lu stazzu

Da venerdì 13 maggio una mostra fotografica sugli stazzi galluresi ad Arzachena

Arzachena. “M’ammèntu lu stazzu”. È il titolo di una mostra fotografica sugli stazzi galluresi che sarà inaugurata ad Arzachena venerdì 13 maggio, alle ore 10, in un locale appositamente adibito per l’occasione in Corso Garibaldi 10. L’iniziativa, alla quale ha collaborato l’“Associazione Culturale La Scatola del Tempo”, consiste in una rassegna di circa trenta immagini sugli stazzi galluresi realizzate da Giuseppe Contini, appassionato di fotografia, che per oltre vent’anni ha percorso il territorio comunale di Arzachena e altri limitrofi fissando con suoi scatti gli insediamenti di quella che è stata una vera e propria “cultura dello stazzo”. La mostra, organizzata in concomitanza delle  celebrazioni del centenario dell’autonomia comunale di Arzachena, è stata resa possibile dal supporto di alcuni sostenitori de “La Scatola del Tempo”, prima fra tutte una cittadina arzachenese che ha messo a disposizione gratuitamente i locali in cui è stata allestita, con un concreto sostegno dell’amministrazione comunale che ha anche concesso il proprio patrocinio. Sarà possibile visitare la mostra fino a tutta l’estate, ogni giorno dalle 10 alle 20 e con l’eventuale estensione dell’orario in occasione di altri eventi, comunque sempre secondo la disponibilità dei volontari che garantiranno l’ingresso gratuito ai visitatori. Oltre la metà delle foto proposte, frutto di una selezione delle centinaia di immagini realizzate negli anni da Giuseppe Contini, rappresenta le dimore abitative di stazzi con uno o più locali, distribuiti al solo piano terra o su più livelli, sia nell’entroterra che non lontano dal litorale costiero, talvolta con vista sul mare, sempre in posizione dominante e con funzione di vigilanza sui terreni destinati alla lavorazione della terra e al pascolo, tutti indicati con il loro nome d’origine. Un’altra parte delle foto, invece, è dedicata ai particolari architettonici, agli arredi interni, alle strutture accessorie dell’abitazione principale e agli strumenti di lavoro, anch’essi in mostra con il loro nome in gallurese. Qualche abitazione è stata ristrutturata, molte sono abbandonate e altre in stato di degrado, ma tutte ricordano un mondo che non c’è piu, conosciuto dall’autore delle foto fin dall infanzia, del quale si sono ormai persi per sempre i principali valori. Il percorso tra le immagini sarà introdotto da un testo di presentazione tradotto anche in lingua inglese che spiegherà ai visitatori il senso dell’iniziativa e fornirà loro informazioni essenziali, completate da una mappa con la dislocazione degli stazzi rappresentati. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato il presidente dell’“Associazione Culturale La Scatola del Tempo” Mario Sotgiu per l’assistenza grafica e gli allestimenti, il cultore di storia gallurese Emanuele Tecleme per le ricerche e il giornalista Gian Piero Farena per la revisione dei testi e la comunicazione.

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