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L’utopia dell’Ultimo Chisciotte

Al Teatro Comunale di Sassari un adattamento ricco di fascino del capolavoro di Cervantes curato dal Teatro del Carretto

UltimoChisciotte2Sassari. Ha debuttato mercoledì scorso al Teatro Comunale nell’ambito del circuito Cedac “La Grande Prosa” riscuotendo grande successo l’opera teatrale “Ultimo Chisciotte”, liberamente tratto da Miguel de Cervantes. L’adattamento e la regia sono di Maria Grazia Cipriani mentre sul palco si sono esibiti con grande professionalità e bravura gli attori Matteo De Mojana, Stefano Scherini e Ian Gualdani. Il fascino dell’utopia dell’“Ultimo Chisciotte” è stata rivisitata dal Teatro del Carretto con grande ingegno e adattamenti immaginari che hanno fatto rivivere nella mente dello spettatore la impavide imprese del celebre Hidalgo e del fido scudiero all’inseguimento di un ideale. Alla conclusione dello spettacolo gli spettatori hanno tributato una sincera ovazione ai tre attori che per oltre un’ora e mezza hanno fatto rivivere le epiche gesta del guerriero immaginario.

Giovedì 10 gennaio alle 21 al Teatro Grazia Deledda di Paulilatino e venerdì 11 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale vanno in scena le repliche.

La pièce racconta le intrepide azioni dell’uomo che, come recita l’epitaffio del suo amico Sansone Carrasco, ebbe «la gran ventura di morir savio e viver matto», con la cifra immaginifica della compagnia fondata nel 1983 da Maria Grazia Cipriani e dallo scenografo Graziano Gregori, con un rigoroso e originale percorso di ricerca «sulla linea della fusione e confusione tra meraviglioso e reale», da cui hanno preso forma spettacoli come “Biancaneve”, gli shakespeariani “Romeo e Giulietta” e Sogno di una notte di mezza estate” e le riletture di “Iliade” e “Odissea”, fino a “Pinocchio”, “Amleto”, “Giovanna al rogo” e “Le Mille e una notte”. Così gli uccellini in gabbia diventano i carcerati, in una scena sobria ed essenziale – con musiche di Giacomo Vezzani, disegno luci di Fabio Giommarelli, scenotecnica di Giacomo Pecchia – dove ogni segno e gesto risalta in una raffinata grammatica scenica costruita sui corpi degli attori: una catinella diventa l’acuminata lancia in una lotta impari del protagonista contro le grottesche figure che abitano la sua mente, le fanciulle in pericolo son come disincarnate, con le loro movenze misteriose e sensuali ma il vero enigma – irrisolto – resta la bella e ineffabile Dulcinea, la donna dei desideri, l’ultimo miraggio.

Giulio Favini

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