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Lo “storytelling” per conquistare i mercati internazionali

Al via a Villa Mimosa una serie di seminari dedicati alle strategie di comunicazione aziendale globale

Sassari. Come conquistare i mercati internazionali costruendo una comunicazione sul prodotto e sull’azienda? Il processo di internazionalizzazione è parte integrante di un modello di business finalizzato allo sviluppo dell’impresa sia in Italia che all’estero. Ancora. Internazionalizzazione non significa semplicemente vendere. È invece qualcosa di molto più complesso, un processo economico, finanziario e socio cultuale. Ha preso il via mercoledì 30 ottobre a Villa Mimosa a Sassari il seminario dedicato al tema “Storytelling: evocare le emozioni per conquistare i mercati internazionali”, organizzato da ICE-Agenzia nell’ambito della convenzione operativa tra la Regione Autonoma della Sardegna Por Fesr 2014-2020, in collaborazione con Confindustria Centro Nord Sardegna, per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Un ciclo di tre incontri destinati alle piccole e medie imprese manifatturiere, consorzi, reti di impresa e poli tecnologici della Sardegna. Un’occasione per le imprese per sviluppare le loro conoscenze e acquisire le principali competenze sulle strategie di comunicazione aziendale, al fine di rendere il proprio prodotto appetibile ai potenziali acquirenti presenti sul mercato (sul web e in fiera).

Rita Palumbo

Il primo modulo (“Il processo di internazionalizzazione e le evoluzioni del mercato”), tra oggi e domani, è condotto da Rita Palumbo, giornalista, Amministratore Unico di Wip Consulting e AD di Ferpi Servizi, docente Faculty Ice-Agenzia, sulle strategie di comunicazione e marketing per la globalizzazione. Secondo un sondaggio Kmpg Advisory del 2017, sono tre i brand più conosciuti in tutti i paesi: Coca Cola, Visa e Made in Italy. Nel 2018 il valore dei marchi italiani è aumentato del 18 per cento, toccando i 97 miliardi di dollari. Ed è il fattore emozionale la carta vincente del Made in Italy nell’immaginario degli stranieri, per un potenziale da 30 miliardi l’anno. «Il Made in Italy è un brand riconosciuto in tutto il mondo, che ha al suo interno valori intangibili ed emozionali – spiega Rita Palumbo –. Il mercato globale nella sua vastità ha la necessità di sentire il racconto, la narrazione di questi valori. E questi valori caratterizzano la nostra cultura, la nostra capacità di produrre qualità in un modo specifico che soltanto gli italiani sanno fare, che va raccontata con delle tecnicalità affascinanti per i nostri potenziali clienti globali».

Nel corso delle prime due giornate si parlerà anche di neuromarketing, nuova frontiera volta all’individuazione di canali di marketing più diretti ai processi decisionali d’acquisto, e di web marketing.

Gli altri due moduli del seminario si svolgeranno il 14 novembre (Marco Bertagni: “Storytelling, come farlo e perché”) e il 20 novembre (Marco Barozzi: “Dallo storytelling allo storyselling”).

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