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“L’idea di ucciderti”, il femminicidio non è un enigma

Grandi consensi per Caterina Murino, protagonista insieme a Fabio Sartor della pièce che ha esordito martedì scorso al Teatro Comunale di Sassari

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Caterina Murina (foto Roberto Pintus)

Sassari. Ha registrato il pieno di spettatori la pièce “L’idea di ucciderti” andata in scena martedì scorso al Teatro Comunale di Sassari e che vedeva tra gli attori protagonisti la bellissima Caterina Murino nelle vesti del pubblico ministero che indagava su un presunto uxoricidio. Lo spettacolo si è svolto sotto le insegne della CeDAC la Grande Prosa, sotto la regia dell’autore Giancarlo Marinelli e di Ghione Produzioni. Insomma gli spettatori sassaresi presenti al Comunale hanno applaudito a lungo gli attori protagonisti di un’avvincente storia che ha raccontato nei minimi particolari un vero caso processuale accaduto in Italia. L’indagine su un delitto che è diventata l’occasione per una riflessione «sull’amore come trappola mortale», spiega l’autore, sulle radici culturali che trasformano il sentimento più universale in «arma di distruzione di massa», per delineare i contorni di una vera e propria “epidemia”, una strage silenziosa spesso consumata dentro le mura domestiche. Una commedia thriller che è servita per affrontare il tema delicato e scottante del femminicidio. Nel cast – accanto ai due protagonisti Caterina Murino e Fabio Sartor – da evidenziare la bravura di Antonio Rampino, Francesco Maccarinelli e Francesca Annunziata, con la partecipazione straordinaria di Paila Pavese.

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Caterina Murino e Fabio Sartor (foto Roberto Pintus)

“L’idea di ucciderti” è risultata alla fine forse il diario di un’ossessione, suggerito dalla paura di potersi trasformare, quasi inconsapevolmente, in un mostro, sulla spinta della gelosia e del fatale equivoco fra desiderio e possesso, ma anche dell’innescarsi di meccanismi perversi in cui il sentimento originario si trasforma e non si evolve, l’amore diventa odio e il rifiuto di accettare la fine di una relazione induce a compiere, e perfino a giustificare, un gesto estremo, quale frutto malato di un legittimo dolore e del male di vivere. L’indagine su un omicidio offre lo spunto per soffermarsi a riflettere sulla cultura e sull’ambiente in cui maturano crimini efferati, spesso al termine di una lunga serie di violenze e abusi, fisici e psicologici, che lasciano tracce invisibili ma indelebili come graffi sull’anima, da cui è quasi impossibile guarire. La morte di una donna è al centro dell’enigma, tra indizi contraddittori e una confessione che pone nuovi quesiti, ma la ricerca del colpevole e del movente, come la ricostruzione dell’esatta dinamica dei fatti è tutt’altro che semplice e il sentiero che conduce alla verità è quanto mai arduo e contorto, tra segreti e (auto)inganni.

Lo spettacolo è stato proposto anche a Santa Teresa Gallura, Lanusei, Cagliari e sabato sera alle 21 a Ozieri al Teatro Civico Oriana Fallaci.

Giulio Favini

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