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L’ex questura di Sassari diventerà una scuola-convitto

La Provincia selezionerà la migliore idea progettuale. Verranno spesi 13 milioni di euro. Si garantiranno spazi adeguati per la Casa della Fraterna Solidarietà

Sassari. Ottomila metri quadrati nel centro di Sassari, da convertire a destinazione scolastica. L’Amministrazione provinciale punta a recuperare l’immobile dell’ex questura, tra corso Margherita di Savoia e corso Angioy. Un edificio che accoglieva anche l’Archivio di Stato e il Provveditorato agli Studi, l’ultimo ufficio a lasciare due anni fa i locali da quel momento vuoti. Resiste, al piano terra sul lato verso corso Margherita di Savoia, la Casa della Fraterna Solidarietà, vera e propria istituzione rivolta a garantire un aiuto a chi ha più necessità, che da 15 anni opera con grande impegno. Si punta insomma a riqualificare quello specchio di città. Già nelle prossime settimane sarà avviato l’iter che prevede due passaggi. Innanzitutto, tramite un concorso di progettazione potranno essere presentate e valutare idee progetto. L’idea migliore poi avrà un premio di servizi di progettazione pari ad un progetto preliminare. Si potrà accedere alle risorse del Ministero per la Coesione sociale, che serviranno per realizzare il progetto propriamente messo a bando, grazie alle risorse contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Questa mattina il programma di intervento è stato presentato alla stampa nel Palazzo della Provincia dall’amministratore straordinario Pietro Fois, dalla dirigente del settore edilizia scolastica, l’architetto Maria Vittoria Loddoni, e dai due giovani architetti Andrea Garrucciu e Maria Luisa Baule, che hanno curato la predisposizione del documento preliminare alla progettazione.

L’importo definitivo sarà di 13 milioni di euro – ha detto Fois –. Tre sono i punti a cui teniamo. Innanzitutto l’idea quadro per la destinazione di quest’area, che sarà convertita ad uso scolastico e convittuale. Poi la condivisione del progetto con il Comune con il quale si valuterà la scelta finale. Infine garantiremo uno spazio alla Casa della Fraterna Solidarietà, che potrebbe restare dov’è oppure spostarsi in altri locali che metteremo a disposizione».

Si tratta quindi di ridare vita, funzionalità e contestualizzazione architettonica a due edifici che fanno parte dello stesso contesto urbano ormai dismessi da diverso tempo, è stato spiegato. Le strutture sono infatti due. Una è quella dell’ex questura, di tremila mq; l’altra ospitava Archivio di Stato e Provveditorato, per 5mila mq. L’obiettivo è realizzare 25 aule e 80 posti letto per gli studenti, con spazi energeticamente efficientati, il tutto nel rispetto dei valori dell’ecosostenibilità, ha precisato l’architetto Maria Vittoria Loddoni. Costruito nel 1960 in stile razionalista, il complesso è vincolato dalla Soprintendenza. Si interverrà quindi solo negli interni.

A disposizione ci sono già 500mila euro che arrivano dal Ministero per la coesione sociale che serviranno per indire il concorso di progettazione. Per la realizzazione della scuola e del convitto l’importo è di 13 milioni di euro e potrebbero arrivare dai fondi Pnrr. «Per accedere ai fondi – ha spiegato l’architetto Loddoni – abbiamo necessità di bandire la gara e predisporre il concorso di progettazione: in questo modo ci terremo pronti per accedere al secondo step che ci darà modo di concretizzare il progetto».

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