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L’Enasarco rinnova online il cda

Dal 24 settembre al 7 ottobre le elezioni. All’ente di previdenza sono iscritti 230mila agenti di commercio, di cui 6mila sardi

Cagliari. Si svolgeranno online dal 24 settembre al 7 ottobre le elezioni Enasarco per il rinnovo del Cda. Quest’ultimo l’ente di previdenza dei circa 230mila agenti di commercio e consulenti finanziari italiani, di cui circa 6mila sardi. In quell’occasione verranno eletti 60 delegati (40 in rappresentanza degli agenti, e 20 delle case mandanti) che a loro volta eleggeranno i 15 membri del Cda (10 in rappresentanza degli agenti, 5 delle mandanti). I membri del Cda eleggeranno a sua volta il presidente della Fondazione e i due vice presidenti. La Fondazione Enasarco è un ente con un patrimonio di circa 8 miliardi di euro, è negli anni è stato attraversato da scandali e commissariamenti, oggetto di indagini giornalistiche e televisive relative alla gestione del consistente patrimonio immobiliare (circa 18mila immobili in suo possesso) e ad investimenti in noti paradisi fiscali. Ora, dopo 4 anni dalle prime elezioni Enasarco della storia (prima il Cda veniva nominato dai sindacati) che hanno visto l’elezione a presidente di GianRoberto Costa (proveniente da Confcommercio, ma che stavolta non si ripresenta) insediatosi al motto di “discontinuità rispetto al passato” tanti sono ancora i problemi irrisolti e cresce il malcontento tra gli iscritti.

A presentarsi alle prossime votazioni saranno 4 liste che rappresenteranno gli agenti di commercio e i consulenti finanziari: “Filcams Cgil”, “Solo Agenti” (Cisl Usarci), “Enasarco Libera” (Uil), ”Enasarco del Futuro” (Fnaarc Confcommercio), “Fare Presto” (Federagenti, Anasf e Fiarc).

Luca Gaburro

Per Luca Gaburro, segretario generale del sindacato Federagenti (l’associazione da sempre critica nei confronti della gestione dell’Enasarco e che sostiene la lista “Fare Presto”), «questa è l’occasione per mandare a casa chi si è dimostrato in questi anni inadeguato e che durante il lockdown ha pensato bene di prorogarsi l’incarico (rinviando le elezioni inizialmente previste ad aprile causa coronavirus, nonostante fossero esclusivamente online) mentre tutti gli iscritti in grave difficoltà non hanno ricevuto ancora alcun reale aiuto dalla Fondazione. Solo in questo modo potranno essere fatte quelle riforme che da troppi anni gli iscritti inutilmente richiedono».

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