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Legambiente Sassari ed Ecovolontari, terzo video contro il littering delle cicche

Nuovo capitolo del programma Media Education. In cantiere il Tour delle cicche, il progetto Scream e una lunga serie di attività dedicate a migliaia di studenti

Sassari. Fuori il terzo video clip della trilogia immaginata e realizzata da Legambiente ed Ecovolontari. «Non si tratta di un finale, ma di un nuovo inizio. Abbiamo sperimentato con profitto un modo nuovo di comunicare la sostenibilità: attraverso il meccanismo del condividere ingeneriamo la consapevolezza del fare positivo, per il singolo e le comunità: abbiamo agito localmente, in ottica globale». La sfida è ri-lanciata. L’approccio è ludico, l’ironia sale al potere e amplifica il messaggio che naviga spedito fra social, media tradizionali e passaparola reale e virtuale. La terza clip è stata lanciata mercoledì 29 dicembre sui profili Facebook ufficiali di Legambiente e Ecovolontari. Il tema? Il littering da cicca di sigaretta, una piaga formato consuetudine da spezzare.

«Il littering da cicca di sigaretta è uno dei più grandi flagelli che il pianeta subisce, non certo per errore ma a causa di un gesto talmente automatico e socialmente accettato che è complicatissimo da contrastare ed estirpare. Il nostro video non è quindi solo un monito ma è l’inizio di un ragionamento più ampio. Troppo spesso noi abitanti dei paesi ricchi diamo per scontato quello che viviamo, è ingiusto. Siamo tutti ospiti del pianeta Terra, il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo: citazione che fotografa al millesimo la situazione, dato che al contrario è vero che piccole azioni possono contribuire a generare grandi cambiamenti», spiega Michele Meloni, presidente di Legambiente Sassari.

Punti di partenza, e mai d’arrivo. A febbraio partirà infatti il “Tour delle cicche”, un’attività semplice ma efficace che coinvolgerà migliaia di studenti e cittadini in un’azione anti littering. A seguire Legambiente darà vita ad una serie di incontri e laboratori di sviluppo del progetto Scream dell’Agenzia Onu che punta l’attenzione sul fatto che il benessere di “N” individui non può derivare dallo sfruttamento di “N” altri che hanno l’unica colpa di essere nati nel posto “sbagliato”. «Il nostro futuro sono i giovani e le nuove generazioni. Sì. Ma ovunque esse vivano».

Le tre clip hanno toccato e toccano nervi scoperti, a voler dare una scossa, a richiamare temi fondanti, critici e attuali passando dalla gestione del ciclo rifiuti alla prevenzione. Tutto accade grazie a Legambiente Sassari ed Ecovolontari Sassari, supportati dal Corpo Forestale della Regione Sardegna (Ispettorato di Sassari). Daniele Monachella e Carlo Valle danno in scena e fronte camera voce, ritmo, volto e credibilità ai messaggi. Si ride. E si riflette, senza pressioni ma con consapevolezza.

L’ultimo dei tre macro temi sviluppati e trasformati, singolarmente, in video:

Littering abbandono/gettito indiscriminato di cicche di sigaretta. Le famigerate cicche, oltre ad essere presenti in quantità impressionanti ovunque, sono anche molto difficili da raccogliere viste le dimensioni: una folata di vento, e tutto si complica. Da un’indagine di Legambiente (Park Litter 2018) emerge che su un totale di circa 24mila rifiuti campionati su 7400 mq di parchi urbani, il 37% degli stessi erano mozziconi di sigaretta. Ogni anno in Italia ne vengono consumate circa 72 miliardi. Una delle più importanti Società Multiservizi – Iren – asserisce che gran parte dei mozziconi di sigaretta viene abbandonata in strada e finisce nei tombini, poi nei fiumi e infine in mare. Nel Mediterraneo le cicche rappresentano circa il 40% dei rifiuti a fronte del 9,5% delle bottiglie di plastica, dell’8,5% dei sacchetti di plastica, del 7,6 % delle lattine di alluminio e altri materiali vari. Dice l’Humanitas Medical Care: «Non solo il fumo di sigaretta fa male alla salute, ma anche i mozziconi – trattandosi di materiale altamente cancerogeno che contamina il suolo e, di conseguenza, i prodotti della catena alimentare – che ogni giorno vengono prodotti (solo a Milano più di 3 milioni, secondo dati statistici) e che finiscono sui marciapiedi delle nostre città».

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