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Ledda (Cisl): «Gestione rifiuti, è l’ora delle scelte coraggiose»

Il segretario generale del sindacato, insieme ad Alessandro Russu, segretario territoriale della Fit-Cisl, sollevano la questione dell’esaurimento delle discariche

Una sezione della discarica di Scala Erre

Sassari. La Cisl di Sassari prende posizione sulla gestione dei rifiuti e lo fa commentando un articolo di stampa, dedicato alla discarica di Scala Erre, pubblicato lo scorso 23 aprile sul quotidiano La Nuova Sardegna. «Un articolo – spiega Pier Luigi Ledda, segretario generale del sindacato di via IV Novembre – che stimola alcune doverose considerazioni sul futuro della gestione di un servizio fondamentale rimarcando, al contempo, la necessità, ormai improcrastinabile, di affrontarlo bene una volta per tutte».

«È arrivato il momento – prosegue infatti Ledda – di adottare subito, nei comuni del Sassarese, provvedimenti mirati e per farlo abbiamo gli elementi utili a indirizzare le scelte politiche del nostro territorio: una discarica colma e in attesa di autorizzazione di ulteriore ampliamento (che garantirà solo 4/5 anni di stoccaggi), una zona caratterizzata fortemente dall’insediamento industriale in fase di adeguamento ambientale e di parziale conversione produttiva, una centrale elettrica capace di approvvigionare buona parte del nord Sardegna e anch’essa oggetto di ragionamenti nel sistema energetico regionale e nazionale».

Pier Luigi Ledda

«Il sindaco di Porto Torres – dice ancora Ledda – ha toccato le corde giuste per generare un dibattito sul tema energetico e del riciclo di una parte di rifiuti che non può essere gestito diversamente dall’incenerimento».

«I giorni scorsi sulle pagine del quotidiano Il Messaggero – fa notare ancora Pier Luigi Ledda – anche il segretario generale nazionale Luigi Sbarra ha sposato la tesi del sindaco di Roma sulla realizzazione di un termovalorizzatore evidenziando come sia deleterio e poco lungimirante dare retta ai tanti “no” provenienti dal basso».

Alla posizione di Ledda si affianca quella del segretario territoriale della federazione italiana trasporti (Fit-Cisl) Alessandro Russu che spiega le ragioni di questa scelta: «È una questione tanto di sicurezza quanto di economia tenuto conto del fatto che occorre evitare il trasferimento dei rifiuti dalla discarica, già colma, gravando ulteriormente il territorio del traffico generato dal trasporto su Tir lungo la Carlo Felice in quanto quello su ferrovia non esiste da anni».

Ma non è tutto: «Quei rifiuti – prosegue infatti Russu – dovranno essere smaltiti, a costi elevati, in altri inceneritori dell’Isola senza produrre nemmeno 1 watt di energia in grado di alleggerire le bollette di imprese e cittadini».

«Dall’altra – conclude Alessandro Russu – occorre valutare le esperienze di economia circolare finalizzate alla trasformazione del ciclo di rifiuti in energia elettrica, riscaldamento, bio metano, idrogeno, offerte dall’utilizzo di impianti di ultima generazione».

Per queste e altre ragioni, la Cisl e la Fit-Cisl di Sassari ritengono sia arrivato il momento di aprire un confronto urgente considerato che in Italia il settore dei rifiuti, come rilevato nel Green Book 2022, gioca un ruolo centrale nel processo di sviluppo economico.

Il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani nel nostro paese, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, evidenzia infatti come il comparto abbia fatto registrare numeri importanti: un fatturato di oltre 13 miliardi di euro e un numero di addetti che supera le 95mila unità, ma presenti, anche, diversi problemi in termini di deficit degli impianti e del trasporto fuori regione, amplificando il divario Nord-Sud con pesanti ricadute sulle tariffe che nel Meridione d’Italia, quindi nel nostro territorio, tende a innalzare i costi a carico delle famiglie di 80-100 euro l’anno, senza contare la perdita di alcune opportunità in termini di servizi innovativi.

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