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Le onde gravitazionali chiamano, l’Europa risponde

Il progetto Einstein Telescope presentato a Bruxelles. La futura infrastruttura di ricerca, che potrebbe sorgere in Sardegna a Lula, nella ex miniera di Sos Enattos

High Level Conference – ‘ EU Research and Innovation in our daily life ‘ – Opening session

Bruxelles. Le onde gravitazionali chiamano, l’Europa risponde. Il 27 novembre a Bruxelles, il progetto Einstein Telescope (ET), che ambisce alla realizzazione in Europa di un rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione, è stato uno degli argomenti della high-level conference “EU research and innovation in our daily life”. La conferenza ha riunito il Parlamento e la Commissione europei attorno al tema dell’impatto della ricerca scientifica sulla vita quotidiana. In apertura, Michele Punturo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e coordinatore internazionale del progetto ET, ha illustrato l’obiettivo della futura infrastruttura di ricerca, che potrebbe sorgere in Sardegna a Lula, nella ex miniera di Sos Enattos.

Nel sito hanno preso il via nelle scorse settimane i lavori per la realizzazione di un laboratorio sotterraneo, chiamato SarGrav, che ospiterà esperimenti di fisica di precisione sulla gravità, cui collaboreranno l’INFN, l’Università di Napoli e l’Università di Sassari. «Il primo sarà Archimedes, un esperimento per la misura del peso del vuoto quantistico e della discussa interazione del vuoto quantistico con la gravità», dichiara Enrico Calloni dell’Università di Napoli, responsabile Nazionale di Archimedes.

SosEnattosLulaSarGrav potrebbe essere il seme iniziale della grande infrastruttura di ricerca di ET e nel febbraio scorso Università di Sassari, INFN, Regione Sardegna, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) hanno firmato un accordo proprio per candidare il sito di Sos Enattos ad ospitare l’Einstein Telescope.

«La scelta del sito di ET è tuttora aperta e vede in competizione il sito sardo con uno in Ungheria e uno al confine fra Olanda, Belgio e Germania», spiega Michele Punturo. «I lavori per qualificare Sos Enattos sono in pieno svolgimento – prosegue Punturo – ma siamo certi che il sito abbia tutte le carte in regola per ospitare una tale infrastruttura di ricerca grazie a caratteristiche ambientali e sismiche che sono state e sono tuttora oggetto di studio e di misura da parte di un team di scienziati dell’INFN e dell’Università di Sassari». La conferenza di Bruxelles ha rappresentato un momento importante nella strategia di comunicazione per supportare al massimo livello europeo il progetto ET.

«Crediamo in Einstein Telescope così come in tutte quelle iniziative di ricerca che, valorizzano le caratteristiche del nostro territorio, la Sardegna, e permettono ai nostri giovani di crescere scientificamente all’interno di infrastrutture internazionali di livello avanzato», conclude il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli.

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