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“Le Memorie Sassaresi”, Mediando ricorda Manlio Brigaglia

Tre anni fa moriva l’intellettuale e docente. La casa editrice sassarese pubblica una selezione di duecento articoli tratti dalla popolare rubrica

Il professor Manlio Brigaglia

Sassari. Il 10 maggio saranno tre anni dalla morte di Manlio Brigaglia, che tanto vuoto ha lasciato nel panorama culturale locale. La casa editrice Mediando lo vuole celebrare, in accordo con la vedova professoressa Marisa Buonajuto Brigaglia, accompagnandone il ricordo attraverso l’edizione, prevista per il mese di maggio, di una selezione ragionata e ordinata tematicamente delle Memorie sassaresi, la celebre e popolare rubrica che, a cadenza settimanale, dal 1994 al 2018 ha illuminato in modo arguto e curioso per quasi venticinque anni la cronaca cittadina e provinciale della Nuova Sardegna.

Sarà un’antologia di circa duecento memorie, contestualizzate all’interno di alcune salienti categorie tematiche (aneddotica, sassareseria, i personaggi, i fatti memorabili e gli anniversari, come eravamo, la toponomastica, cose e cosette di Sassari, le feste, i luoghi di Sassari, i ricordi).

Prevalente, senza dubbio, il richiamo pressoché costante ai personaggi che hanno dato lustro e hanno caratterizzato le diverse anime di Sassari, ma non solo, i riferimenti, spesso struggenti, al ricordo del come eravamo, o al goliardico travaso di sassarese ironia di cui il professore, da buon “accudiddu”, faceva uso sapiente e naturale. L’iniziativa editoriale, curata dalla casa editrice, vuole rappresentare un’anteprima di una più vasta edizione che verrà pubblicata entro il 2021.

La rubrica delle Memorie si è conclusa il 4 maggio 2018, giusto sei giorni prima della scomparsa del grande intellettuale e giornalista, la cui firma proponeva un ultimo pezzo dedicato casualmente alla storia della Nuova Sardegna. Un curioso aneddoto sulla figura dell’avvocato Mario Berlinguer, figlio di Enrico (tra i fondatori del giornale) e padre di un altro grande Ernico, “quello del compromesso storico”.

Un aneddoto che ricordava la stilettata di un tipografo socialista operante al giornale nel lontano 1915 e che, tra tutte le piccole e grandi vicende di quella che l’indimenticato Aldo Cesaraccio chiamava la “sassareseria”, per Brigaglia era sicuramente l’episodio più sassarese di tutti.

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