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Le interviste ai candidati sindaci: Nanni Campus

L’ex primo cittadino si ripropone ai sassaresi con un progetto civico completamente slegato dalle logiche dei partiti

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Nanni Campus

Nanni (Gianvittorio) Campus, 66 anni, chirurgo plastico e docente universitario in pensione, è stato direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Microchirurgiche e Mediche dell’Università di Sassari. Dal 2000 al 2005 è stato sindaco di Sassari. Dal 1994 al 2000 senatore per il centrodestra, è poi stato consigliere regionale dal 2009 al 2014, eletto come il più votato in città. Adesso si ripropone alla guida di Sassari con un progetto che comprende cinque liste civiche: Sassari è, Prima Sassari, Noi per Sassari, Sassari Progetto Comune e Sardegna Civica.

Professore, siamo agli ultimi giorni di campagna elettorale. Qual è la sua impressione: i sassaresi hanno le idee chiare?
«La mia impressione è che i sassaresi abbiano ben chiaro come sono stati amministrati negli ultimi anni e come invece vorrebbero che la nostra città venisse gestita: con competenza, con attenzione, con capacità e soprattutto con amore».
Facciamo un passo indietro: come nasce la sua candidatura?
«La mia candidatura nasce dalla richiesta di gruppi di cittadini, movimenti, comitati spontanei che volevano togliere ai partiti il monopolio delle scelte, non volevano sottostare al ricatto di scelte imposte dall’alto, da segreterie politiche, da consorterie, da accordi al ribasso che tutto avevano eccetto che l’interesse collettivo. Mi hanno chiesto di rappresentarli, di aiutarli con il mio nome, la mia storia sia professionale che politica, la mia esperienza come sindaco, a dare visibilità e peso politico ad un progetto al di fuori dei soliti schemi dei partiti, nato nella Città e per la Città».
La sua idea di città?
«Una Sassari che sappia ridiventare guida e supporto politico, economico, sociale e culturale, oltre che funzionale ed efficiente centro di servizi per tutto il territorio della provincia e di quella vasta e popolata area che deve concorrere a costituire la Città Metropolitana».
Partiamo allora dal centro storico. Sassari ha la particolarità di avere la sua periferia nel cuore della città. Cosa propone?
«Il cuore della città è frammentato e in parte degradato, poco ospitale e, in molte zone, realmente pericoloso per la presenza opprimente di una delinquenza, sia locale che immigrata, certamente agevolata dalla mancanza di controlli, di manutenzioni, di illuminazione pubblica. Controlli continui e costanti su tutte le tipologie di illegalità e di abusivismo dovranno ridare serenità ai residenti e ai titolari di attività; la valutazione delle condizioni igienico sanitarie delle abitazioni, con interventi di risanamento e riqualificazione, potranno rendere il giusto decoro abitativo; la realizzazione dei parcheggi interrati sia in piazza Mazzotti, già previsto appalto ma mai realizzato, sia in altre piazze come piazza Università e Porta Sant’Antonio potranno concorrere a rendere fruibile ed accogliente tutta la vasta aera della Città murata. Il rilancio in prospettiva commerciale potrà avvenire anche con la attivazione di aree mercatali in giornate fisse e il completamento del Mercato, ampliandolo alle tipologie non alimentari e a servizi di ristoro e di aggregazione».
E invece per gli altri quartieri?
«Sono necessari una ricucitura urbanistica e appropriati interventi sulla mobilità (pensiamo alla limitazione sia spaziale che oraria della troppo vasta area di Zona a Traffico Limitato), la pulizia e la manutenzione costante di strade, piazze, marciapiedi, spazi verdi, segnaletica stradale e semafori, dovranno ridare decoro e vivibilità a tutta la Città. Non si può inoltre trascurare la densa concentrazione abitativa nell’agro periurbano e la necessità di interventi strutturali e agevolazioni urbanistiche da destinare alle borgate, sia quelle a prevalente propensione agricola e di allevamento sia quelle che possono svolgere una fondamentale funzione turistica e ricettiva».
Immigrazione e migranti: secondo lei c’è davvero un’emergenza a Sassari?
«Io credo che in troppi quartieri della Città, ed in particolare in zone ben identificate del nostro centro storico esista un problema di sicurezza sia reale che avvertita. A noi non interessa se a delinquere, a non rispettare le regole, a commettere abusi siano bianchi o neri, rumeni o bengalesi o sassaresi, noi pretendiamo e agiremo di conseguenza perché la sicurezza, la serenità, la vivibilità siano restituite a tutti i cittadini onesti e rispettosi delle regole».
Cultura, ma anche Gremi e Candelieri: cosa propone?
«Per noi la Cultura, con la C maiuscola, è uno dei fondamentali pilastri della rinascita di questa Città: Università, Scuole, Centri di Ricerca, l’Accademia ed il Conservatorio, Enti e Associazioni, Musei, Teatri e Compagnie teatrali, Bande Musicali, Gruppi Folk di tradizione, abbiamo davvero un panorama ricchissimo. Certamente a questo patrimonio possiamo sommare l’enorme peso del valore aggiunto di una tradizione plurisecolare, ricchissima di storia e di significato che si compendia nella Faradda ma è sostenuta dal costante impegno dei Gremi, dei gremianti e delle loro famiglie. La Città ha l’obbligo di riconoscere il loro valore e il loro impegno».
Giovani e anziani: ha dei progetti particolari?
«Per i giovani pensiamo a spazi e occasioni di aggregazione sia a carattere sportivo che culturale, da affidare preferibilmente a sperimentati modelli di gestione quali parrocchie, associazioni culturali, sportive e di volontariato, ben presenti e radicate nella nostra comunità cittadina. Ma anche controlli e tanta “educazione” per prevenire devianze e prevaricazioni, sia con la presenza visibile delle istituzioni sia con la necessaria rigidità punitiva se necessaria. La presenza delle scuole superiori e soprattutto della storica Università devono rendere la Città al servizio degli studenti agevolando possibili investimenti e tutte le occasioni di crescita.
Per gli anziani le priorità sono strade e marciapiedi agevoli e sicuri. Non meno importanti, come per i giovani, sono le occasioni di socializzazione in luoghi di ritrovo gestiti da associazioni, parrocchie e società sportive».
Dal 1994 a oggi come è cambiata la politica secondo lei?
«Purtroppo il cambiamento più drastico e drammatico è la perdita di importanza e di visibilità politica della nostra Città; mi basta ricordare quanto da senatore e da sindaco ho potuto portare a questo territorio: dalla permanenza della Brigata Sassari alla riduzione delle tasse sui combustibili per il riscaldamento, al nuovo Carcere, al recupero dell’Ospedale vecchio di piazza Fiume, alle centinaia di milioni di euro di finanziamenti pubblici. E dopo? Lascio ai sassaresi la risposta».
Come è stata amministrata Sassari negli ultimi 14 anni?
«Mi pare di averle già risposto: finiti i progetti e i finanziamenti del mio mandato cosa possiamo ricordare come investimenti, opere pubbliche, crescita culturale, decoro urbano, vivibilità, sicurezza?».

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