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Le interviste ai candidati sindaci: Maurilio Murru

“Sassari città del Benessere e dello Sport” lo slogan. La città deve rinascere dalle energie. «Noi siamo gli unici al passo con i tempi»

Murru
Maurilio Murru

Maurilio Murru, 47 anni, è laureato in Scienze Politiche ed è responsabile amministrativo presso la Safisarda spa di Porto Torres. Capogruppo uscente in Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, nel 2014 era già stato candidato sindaco per il M5S. Si ripresenta agli elettori sassaresi con un programma di forte cambiamento per il governo della città. “Sassari città del Benessere e dello Sport” il suo slogan.

Maurilio Murru, sono questi gli ultimi giorni di campagna elettorale. Qual è la sua impressione, i sassaresi stanno capendo le vostre proposte?
«Siamo molto soddisfatti. I sassaresi erano ormai abituati a progetti calati dall’alto, noi invece abbiamo suscitato in loro la voglia di riprendere a parlare di temi, di progettare con noi le opere che caratterizzeranno la Sassari del futuro. Noi siamo gli unici al passo con i tempi, possiamo garantire una città che potrà riprendere a correre, diciamo basta a chi ci parla solo di sé o chi rappresenta quindici anni di fallimenti in città. Ci vuole un cambiamento e questo può essere rappresentato solo dal M5S, giovani, ambiziosi, competenti pronti a rappresentare una Sassari che vuole puntare in alto».
Lei per Sassari pensa a una città del Benessere e dello Sport.
«È una città che si ricompatta attorno a un centro identitario. Bisogna intervenire su tutto il territorio comunale, il centro storico ad esempio, il cuore pulsante della nostra città non riprenderà a battere se non si interviene nelle aree periferiche, mentre Predda Niedda, che potrà diventare il polo fieristico della nostra città, con la fiera dell’innovazione tecnologica. Nessuno deve rimanere indietro».
E allora partiamo dal centro storico. Sassari, viene riconosciuto un po’ da tutti, ha la particolarità di avere la sua periferia nel cuore della città.
«Noi proponiamo un progetto molto ampio che intercetta tanti aspetti. Una revisione innanzitutto della Ztl attuale, da rivisitare attraverso un percorso condiviso con la cittadinanza, con i commercianti e con le associazioni di categoria. In questo senso abbiamo parlato di uno stop alla Zona a traffico limitato. Ma poi pensiamo a un nuovo hub dei trasporti da collocare nell’area dismessa nei pressi della stazione ferroviaria e a una nuova piazza in via XXV Aprile dove era stato programmato il centro intermodale. Ancora: un fondo rotativo per la ristrutturazione degli immobili e una Galleria del Corso che dia un’immagine nuova. Tutto questo affinché il centro possa ritornare ad essere il cuore pulsante della nostra città, organo vitale per il recupero e la promozione della nostra storia e della nostra identità, luogo dell’abitare capace di coniugare storia con le capacità creative del nostro territorio».
E per gli altri quartieri cosa proponete?
«Le altre zone della città seguiranno il progetto che prevede quattro grandi quartieri, parti integrate della nostra città, connotati da una propria vocazione produttiva e capaci di racchiudere in sé i caratteri proprio dell’urbanità. Ma vogliamo soprattutto spazi verdi, piazze smart e luoghi di aggregazione, per restituire dignità ad aree per troppo tempo trascurate e abbandonate dalla politica, dobbiamo restituire a tutti i sassaresi quella dignità che gli è stata tolta con le politiche del passato».
I giovani e gli anziani: quali sono i vostri programmi?
«Per i giovani pensiamo a reddito di cittadinanza digitale, servizio civile digitale, progetto scuola “Il facilitatore digitale”. Sassari deve ripartire proprio dal loro coinvolgimento attraverso un patto intergenerazionale che prevede il loro impiego nell’economia dell’innovazione e delle competenze. Siamo i primi i Sardegna e tra i primi in Italia che abbiamo inserito un assessorato all’innovazione, un grande vanto per noi e un preciso segnale per le giovani generazioni. Tra le novità ci sarà anche quella dello sportello lavoro che verrà istituito a Palazzo Ducale e che aiuterà la ricerca di una prima occupazione.
Gli anziani avranno nuovi spazi di incontro, nuovi luoghi di aggregazione e attraverso la collaborazione con i giovani diventeranno sempre più parte attiva del progetto di costruzione della città digitale».
Quali saranno le priorità se governerete Sassari?
«Alcune azioni specifiche partiranno immediatamente. Per esempio, uscire da Abbanoa: restituiamo l’acqua ai sassaresi, abbandonando questo inutile e oneroso carrozzone politico. Ma abbiamo anche altre idee da mettere subito in pratica. Tra queste il tavolo di progettazione della nuova zona a traffico limitato, da avviare subito. Saranno rilanciati i cantieri comunali e miglioreremo il sistema di sicurezza della nostra città istituendo una task force che intervenga sulle situazioni di illegalità presenti. Poi non dimentichiamo l’importanza di una ristrutturazione dello stadio Vanni Sanna, da riaprire velocemente, per poter avviare così un percorso che porterà alla costruzione di un nuovo impianto per il calcio in città sulle ceneri del vecchio. Riteniamo che 3 o 4 eventi sportivi di livello internazionale possano fungere da traino per l’economia intera della nostra città. Tra le priorità anche la riapertura della Fontana di Rosello, perché siamo convinti che il gioiello più bello dovrà sempre essere a disposizione dei sassaresi e dei turisti, giorno e notte 365 giorni all’anno».
Voi del M5s avete già anche uno schema di Giunta. Nei giorni scorsi avete presentato i futuri assessori.
«Siamo gli unici pronti ad amministrare la città dal giorno dopo le elezioni. Abbiamo sfidato gli altri candidati anche su questo: abbiamo una squadra di governo giovane, che ha un’età media di 45 anni, con persone scelte per competenze e per il loro lavoro e non per accontentare potentati politici. Gli altri candidati non possono raccogliere la sfida perché loro devono aspettare le solite spartizioni e i legami politici delle correnti che da decenni bloccano questa città. Noi abbiamo voluto dimostrare che abbiamo le capacità per poter governare subito Sassari attraverso un progetto e un programma a medio e lungo termine che permetta di restituire fiducia ai sassaresi. Abbiamo bisogno di una città che riprenda a correre ma allo stesso tempo garantendo competenze al passo con i tempi. Perché non abbiamo bisogno di chi ci ha già amministrato e ha fatto il suo tempo. Sassari deve rinascere dalle energie».

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