Sassari

Le calze della Befana per i bambini sassaresi meno fortunati

Ma niente carbone. La Casa della Fraterna Solidarietà ha consegnato i regali, oltre trecento buste con giocattoli, peluches e tanti dolciumi. La presenza costante dei nuovi poveri

 

CasaBefana3Sassari. Da Babbo Natale o dalla Befana: per i bambini sassaresi meno fortunati c’è un regalo, riservato anche stavolta dalla Casa della Fraterna Solidarietà. Lunedì pomeriggio decine di bimbi accompagnati dai genitori hanno ritirato calze e buste direttamente dalle mani delle volontarie e dei volontari della Casa in corso Margherita di Savoia. Presente anche l’assessore comunale alle Politiche Sociali Grazia Manca.

Accanto alle classiche calze della Befana con dolciumi e caramelle, i piccoli hanno ricevuto un bustone rosso, che conteneva giocattoli, peluches e pupazzetti, oltre a un regalo speciale. In fila non solo immigrati dall’Europa dell’est, Rom o maghrebini, come si potrebbe pensare. C’erano anche tanti sassaresi, “nuovi poveri”, che per esempio hanno perso il lavoro e che non hanno voluto rinunciare al sorriso dei loro bambini.

CasaBefana1In tutto sono state distribuite circa 300 buste. I genitori dei bambini malati hanno potuto ritirare i regali al termine della consegna agli altri bambini presenti.

Ma è anche tempo di un bilancio dell’attività svolta lo scorso anno, in particolare relativamente alla distribuzione quotidiana dei viveri a tutti coloro che si mettono in fila in corso Margherita di Savoia. «Nel 2014 abbiamo distribuito in totale circa 150mila sacchetti, con punte di 500 in alcuni giorni», spiega Aldo Meloni, presidente della Casa della Fraterna Solidarietà. «Nel periodo delle Feste non è cambiato molto, i numeri sono gli stessi». Ma in realtà non tutti i poveri si vedono. CasaBefana2«Oltre a quelli che si mettono in cosa, ci sono infatti decine di “invisibili”, che non vogliono essere visti o riconosciuti, in genere “nuovi poveri”, soprattutto persone che hanno perso il lavoro e che non riescono ad andare avanti: magari hanno ancora la loro macchina e non appaiono in condizioni di indigenza ma che stanno iniziando a provare le prime grandi difficoltà». (lufo)

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