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Latte Dolce ha un nuovo preparatore fisico

È Gavinuccio Piras: «Sono molto motivato: un piacere essere entrato a far parte del progetto»

Al centro il nuovo preparatore fisico Gavinuccio Piras con il presidente Roberto Fresu e il team manager Lello Mela

Sassari. Benvenuto a Gavinuccio Piras, nuovo preparatore fisico del Sassari calcio Latte Dolce. Laureato in Scienze Motorie, si dedica allo studio e allo sviluppo delle metodologie di lavoro e allenamento negli sport di squadra. Dall’amore per la pallacanestro – esperienza vissuta da atleta a partire dal suo paese natale, Nulvi, culminata nella serie C giocata a Cagliari e proseguita poi in panchina – alla passione per il calcio: fortunato il sodalizio con Rosario Affuso, con cui fra Castelsardo (Coppa Italia e promozione in serie D) e Latte Dolce (promozione conquistata in Eccellenza), manda a referto imprese importanti. Successivamente, proprio a Castelsardo, incrocia la sua strada con Stefano Udassi: un incontro fortunato, che a distanza di anni si consolida riportandoli a lavorare assieme. Già delegato tecnico del Coni, oltre 23 anni di esperienza nel mondo dello sport – preziosi gli insegnamenti ricevuti da professor Molinas e da Marco Pinna – e grandi soddisfazioni arrivate anche dal lavoro con i giovani, a partire dalla collaborazione attivata nelle ultime stagioni con la Asd Don Bosco di Nulvi.

Contestualmente il Sassari calcio Latte Dolce ringrazia Alessandro Cozzula per il prezioso contributo dato alla causa nelle ultime due stagioni biancocelesti: a lui un grosso in bocca al lupo e l’augurio di una vita professionale ricca di soddisfazioni.

«Ringrazio la società e Stefano Udassi per la fiducia che hanno riposto in me e che spero di ricambiare con il lavoro sul campo e i risultati che tutti gli uomini di sport si augurano di raggiungere nel corso del loro percorso – dice Gavinuccio Piras –. Ho avuto il piacere di incontrare alcuni dei dirigenti, l’impatto è stato molto positivo: sento entusiasmo, c’è voglia di fare. Questo è certamente positivo, sono molto motivato. C’è la consapevolezza di essere entrato a far parte di un progetto importante, e questo non può che gratificarmi. Conosco il mister da tanto tempo, ho avuto il piacere di allenarlo negli ultimi anni a Castelsardo: aveva 38 anni, si impegnava senza risparmiarsi, andava come un treno e segnava tanto. Ci siamo divertiti. Il mio metodo? Si basa essenzialmente sulla progressione del lavoro con grande attenzione alle caratteristiche dell’atleta in vista del raggiungimento della performance migliore possibile. Una preparazione che definirei integrata e moderna, con sguardo rivolto agli aspetti condizionali che reputo essenziali ma anche alle specificità del gioco del calcio. L’obiettivo è una crescita costante. Ho grande rispetto dell’atleta, e per questo credo che la comunicazione sia fondamentale così come il pieno coinvolgimento dei ragazzi, in modo da spiegare loro il metodo e non renderli semplici esecutori. Il mio ruolo? Essere di supporto alla squadra, allo staff e all’intero gruppo. Preparare gli atleti: loro devono crederci, io sono quello che deve farli andare al massimo delle loro possibilità e potenzialità».

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