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L’arte, intramontabile ragione di vita

Quartet, lo scorso 31 gennaio a Macomer Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Erica Blanc e Cochi Ponzoni

Macomer. Grandi applausi venerdì 31 gennaio nel Padiglione Tamuli – ex Caserme Mura – a Macomer per “Quartet”, la pièce teatrale di Ronald Harwood, commedia interpretata da quattro grandi artisti del panorama attoriale italiano, Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Erica Blanc, Cochi Ponzoni, sotto la regia di Patrick Rossi Gastaldi.

In una casa di riposo per musicisti in pensione, nel giardino circondato da alte inferriate che rievocano l’idea di un carcere, gabbia di una realtà quasi surreale, quattro ex cantanti d’opera ricordano la propria carriera nei grandi teatri d’opera, vecchie glorie e successi ormai lontani. Con rimpianto ripercorrono le vie della memoria andando incontro al tramonto delle loro esistenze, timorosi forse dell’avanzare inesorabile del tempo che sembra minare anche la memoria, oltre a segnare i corpi incidendovi tracce indelebili del suo passaggio. Il tutto contrapposto parallelamente alla freschezza e all’entusiasmo che invece suscitano i ricordi alimentati dal fuoco della passione che sembra non volersi spegnere mai e non voler cedere il passo alla rassegnazione.

Il testo molto dialogato e prolisso, ci presenta quattro punti di vista da quattro angolazioni diverse, ciascuno ben caratterizzato nelle sue peculiarità: Paola Quattrini interpreta Cecy, una donna piuttosto stravagante e un po’ svampita nel tentativo forse di nascondere le sue fragilità dietro sprazzi di gioia e atteggiamenti talvolta infantili e comici. Giuseppe Pambieri nei panni di Rudy, maschera dietro un apparente ed esagerato perfezionismo quella mancanza di affetto che ha segnato una vita intera. Uomo elegante e raffinato, ancora piacente, s’incontra con ex colleghi, forse per sentirsi ancora attivo in un mondo di cui sente la mancanza. Titta, interpretato da Cochi Ponzoni, è ossessionato dalle difficoltà con le donne e manifesta un atteggiamento piuttosto critico e ribelle, il tutto alleggerito però da una certa ironia. Infine Erica Blanc nelle vesti di Giulia – una soprano a cui Rudy era stato sposato – con rassegnazione mal sopporta l’idea di vivere in quella casa di riposo. L’attrice abilmente interpreta il personaggio dell’arcigna diva manifestando tutto il suo dispiacere per non essere più quella di un tempo, a momenti totalmente sopraffatta dai ricordi tra  le   avances     dell’ex  marito. Ognuno di loro inizialmente sembra nascondersi dietro una maschera che improvvisamente cade davanti all’opportunità di rappresentare in onore di Giuseppe Verdi il quartetto del “Rigoletto” Bella figlia dell’amor, loro cavallo di battaglia.

La serata rappresenta un evento che spezza la monotonia della fin troppo tranquilla routine quotidiana per chi come i protagonisti, ha calcato pienamente le scene riscuotendo numerosi successi. È quindi un occasione per dimostrare a se stessi e al resto del mondo ancora una volta il proprio valore e che nonostante l’età, la passione e l’amore per la musica restano per sempre immutabili e intramontabili ragioni di vita.

Milvia Pintus
(foto di Roberto Pintus)

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