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Laborintus, un concetto un’idea

Due nuovi appuntamenti della rassegna. Stasera al Teatro Verdi “Trottu, con musiche di Morton Feldman

Sassari. Prosegue la rassegna “Un concetto un’idea” organizzata da Laborintus. Dopo il successo del primo appuntamento che ha presentato al Vecchio Mulino “the living road” concerto dedicato a Lhasa De Sela, martedì 26 novembre alle 20.30 nella sala concerti del Teatro Verdi l’associazione presenta “Tróttu” parola che viene dal sardo e significa “storto”. Protagonista del progetto originale è la musica di Morton Feldman e in particolare il brano “Crippled Symmetry” (simmetrie storte) del 1983, ispirato al principio di simmetria asimmetrica osservato nei motivi dei tappeti fatti a mano dalle popolazioni nomadi dell’Anatolia. Un legame legherebbe Anatolia, Sardegna e le simmetrie distorte dei loro tappeti. A sostenerlo sono Alessandra Giura Longo e Sofi Hémon che in seguito ad un viaggio in Sardegna, e supportate da alcuni studiosi della storia della tessitura tradizionale sarda formulano l’ipotesi di una corrispondenza fra i motivi dei tappeti anatolici e quelli dei tappeti sardi. L’artista Sofi Hémon partendo da questa suggestione ha creato un video a partire dalle immagini di questi motivi, concependo il montaggio come una sorta di partitura. La proiezione di questo lavoro è realizzata durante l’esecuzione del brano, su una struttura modulabile che contiene i musicisti. Alessandra Giura Longo: flauti, Francesco Ciminiello: percussioni, Silvia Corda: pianoforte e celesta.

Il cartellone proseguirà sabato 30 novembre alle 20,30 al Masedu con il progetto “Al di la’ del mare” diretto da Pieranna Spezziga Con Gianmarco Aresu e Antonella Perrone. Musiche: Marcello Pusceddu, Immagini: Proiezioni Diart, Angelo Secci Flauto, improvvisazioni di Enrico Di Felice. In questo lavoro le emozioni riaffiorano dal passato avvolgendo i due protagonisti in una sospensione onirica. Il quotidiano si frammenta in parole, immagini, musica. Un percorso interiore personale e allo stesso tempo universale delicato e poetico. A seguire il concertino intitolato “La Goccia” con voce recitante Maria Antonietta Azzu, clarinetto angelo vargiu, fisarmonica Graziano Solinas, contrabbasso Lorenzo Sabatini.

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