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La Sardegna a Dubai, non solo Expo

Al webinar curato da Confindustria Centro Nord Sardegna sul tema “Nuove opportunità di mercato e strumenti per l’internazionalizzazione” è intervenuto il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano

Sassari. Internazionalizzazione e presenza delle imprese sarde sul mercato mondiale, una sfida che le aziende isolane devono affrontare in un contesto sempre più competitivo. Dal prossimo 1 ottobre fino al 31 marzo del 2022 Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ospiterà l’Expo 2020 (il riferimento all’anno è rimasto invariato), rinviata nei mesi scorsi per l’emergenza pandemica. Sarà un’importante ribalta per gli scambi commerciali. Un solo dato: gli EAU costituiscono un hub logistico e commerciale in un’area geografica, coperta da appena quattro fusi orari, che comprende Cina e India, nazioni che da sole rappresentano poco più di un terzo della popolazione mondiale. E oltre la metà delle merci che arrivano a Dubai è destinata alla riesportazione. L’Italia è l’ottavo partner commerciale, il secondo paese europeo esportatore (il primo è la Germania). In vista della vicina riapertura (il riavvio del portale è programmato per il 3 giugno) dei termini per la presentazione delle domande per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati a valere sul Fondo della Legge 394/81 gestito da Simest (società specializzata nel settore assicurativo-finanziario controllata da Sace, spa del Gruppo Cassa depositi e prestiti), Confindustria Centro Nord Sardegna, in collaborazione con Touché Consulting, Rete di Imprese Fast Forward e Kelmer Middle East, ha organizzato martedì 18 maggio il seminario online “Expo Dubai e oltre – Nuove opportunità di mercato e strumenti per l’internazionalizzazione”.

«L’Expo di Dubai sarà una grande vetrina internazionale. Il Made in Italy rappresenta il fulcro delle esportazioni del nostro Paese. L’economia della Sardegna non ha però una elevata propensione all’internazionalizzazione, soffre infatti del limite della piccola dimensione delle sue imprese. Abbiamo delle potenzialità che se ben sfruttate possono farci fare un salto di qualità. Pensiamo ai settori dell’agricoltura, della nautica, del sughero e dei materiali lapidei», ha messo in evidenza in apertura il presidente di Confindustria CNS Giuseppe Ruggiu.

Ha partecipato al seminario con un videomessaggio il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. «La presenza dell’Italia a Expo Dubai rappresenta il più importante progetto di internazionalizzazione del prossimo biennio. Un anno fa abbiamo firmato il Patto per l’export, uno strumento che ha inaugurato un approccio innovativo di dialogo e soprattutto di accompagnamento dello Stato alle aziende italiane che vogliono internazionalizzare. In questo solco abbiamo definito la partecipazione delle migliori imprese del nostro Paese all’Expo», ha rimarcato l’esponente del Governo.

«Il Pil degli EAU è di 376 miliardi di euro, con una disoccupazione al 2,6 per cento e con una popolazione di 10,4 milioni di residenti, di cui appena il 10 per cento sono emiratini, il resto comprende ben 190 nazionalità. Un ambiente d’affari moderno e cosmopolita – ha spiegato Massimo Cugusi, consulente con trent’anni di esperienza di export promotion ed international business development, amministratore di Touché Consulting e direttore di Touché Consulting Middle East Dubai –. Ecco perché il mercato degli Emirati Arabi, ma in realtà di tutta la penisola arabica, è sensibile alla qualità e ai brand di prestigio». Sono molto apprezzati i prodotti tecnologici, l’oreficeria e i gioielli, con il settore dell’abbigliamento che vede l’Italia leader (seguita da Francia, Spagna, UK e India) e buone opportunità per l’alimentare (qui leader è la Francia, seguita da Paesi Bassi, Arabia, UK e Italia). Le opportunità più interessanti sono però nel campo delle energie rinnovabili, grazie al programma Dubai Clean Strategy, che prevede rilevanti investimenti e incentivi. Non bisogna infine tralasciare edilizia, aerospazio, salute digitale e cybersecurity. L’Italia a Expo Dubai avrà un grande padiglione, un simbolo attrattore di interesse. Le imprese sarde insomma non possono permettersi di restare ai margini di un mercato in grande espansione.

Durante il seminario promosso da Confindustria CNS sono inoltre intervenuti Ilaria Baiardo (avvocato di Kelmer Middle East Dubai), che ha illustrato le tipologie di impresa regolate dalle normative in vigore nel paese emiratino, Giuseppe Pilota (consulente aziendale), con una analisi sugli strumenti Simest per l’internazionalizzazione, Achille Carlini (presidente Confidi Sardegna), che si è soffermato sugli interventi a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese grazie a un accordo con Simest, e Franco Salvato (responsabile commerciale Confidi Sardegna). Ha coordinato Silvia Testoni (Ufficio Internazionalizzazione Confindustria CNS).

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