Sassari

Processione del Voto e devozione dei sassaresi

In decine di migliaia hanno seguito il lungo corteo partito da San Nicola e arrivato a San Pietro di Silki. Recitato l’Atto di consacrazione alla Madonna delle Grazie

 

 

ProcessioneVoto10Sassari. La devozione e l’affetto dei sassaresi per la Madonna delle Grazie rimangono immutati dopo 73 anni. Era infatti il 1943 quando l’arcivescovo Arcangelo Mazzotti fece una promessa: chiese alla Vergine Maria che Sassari venisse risparmiata dalle bombe che gli aerei angloamericani stavano lanciando sulle città italiane (Cagliari fu una delle più colpite). Da allora, nell’ultima domenica di maggio viene rinnovato il voto alla compatrona della città, la Madonna delle Grazie. Quest’anno la data è slittata alla prima domenica di giugno, per evitare la sovrapposizione con la festa del Corpus Domini.

E come da ormai 73 anni ieri sera decine di migliaia di sassaresi hanno seguito la lunghissima processione (il secondo evento religioso della città dopo, ovviamente, i Candelieri) che ha attraversato il centro cittadino, con partenza dal Duomo di San Nicola e arrivo al Santuario di San Pietro di Silki, passando per corso Vittorio Emanuele, via Brigata Sassari, l’Emiciclo Garibaldi e viale Italia. In via Brigata Sassari, tra via Enrico Costa e l’Emiciclo Garibaldi, una prima breve sosta: è stato rinnovato il lancio del classico tappeto di petali di rose. Al corteo hanno partecipato tutte le parrocchie cittadine, gli ordini religiosi e le associazioni cattoliche, oltre agli scout, le arciconfraternite, i Cavalieri e le Dame del Santo Sepolcro e tutti i Gremi cittadini (i Massai erano subito davanti il simulacro della Madonna delle Grazie, loro patrona). Due invece le soste con preghiera e benedizione, anche queste entrate ormai nella tradizione, una al Policlinico e l’altra all’Ospedale Civile, all’ingresso di via De Nicola.

Intorno alle 21 l’arrivo della Madonnina delle Grazie nel piazzale, di fronte all’antico convento dei frati minori francescani di San Pietro di Silki, portata dai Vigili del Fuoco (in occasione della traslazione al Duomo di sabato pomeriggio era stata invece la Polizia municipale a farsi carico del trasferimento) e con la calorosa accoglienza dei Gremi, che – anche questa è una tradizione – abbassano le bandiere in segno di saluto, come anche le associazioni cattoliche con i loro stendardi. L’arcivescovo, insieme ai rappresentanti della municipalità, guidata dal sindaco Nicola Sanna, al Capitolo turritano e a tutti i religiosi presenti, ha recitato l’Atto di consacrazione alla Madonna delle Grazie insieme al primo cittadino.

Significativa l’omelia di padre Paolo Atzei durante la messa pontificale prima della Processione a San Nicola. «Siamo qui per rendere omaggio alla Beata Vergine. Sassari è una città mariana e il Vangelo che abbiamo scelto, che racconta del miracolo di Gesù in occasione delle Nozze di Canaan, è pienamente mariano», ha detto l’arcivescovo. «73 anni fa monsignor Mazzotti mise in gioco la sua reputazione, come disse don Enea Selis, chiedendo che la città venisse risparmiata dai bombardamenti. Quella fiducia fu pienamente ripagata. La città era deserta, i sassaresi sfollati nelle campagne. Eppure la cattedrale si riempì. Ancora una volta non siamo di fronte ad un’apparizione della Madonna ma a un atto di fede. Il miracolo vero rimane la fede della città di Sassari, città mariana: pensiamo anche al voto dei Candelieri», ha proseguito padre Paolo. «Credo che il mese di maggio abbia ridestato in noi le opere della misericordia ma abbia anche innescato un processo virtuoso, ha concluso l’arcivescovo che ha ricordato che il prossimo 17 settembre sarà beatificata a Saccargia Elisabetta Sanna di Codrongianos.

 

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