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La musica sarda in pista per i lavoratori di Air Italy

Mercoledì scorso all’aeroporto di Olbia evento promosso dalla Fondazione Maria Carta con la partecipazione dei grandi nomi della scena isolana

Una delegazione dei lavoratori di Air Italy sul palco

Olbia. Una testimonianza di vicinanza e di sostegno in quella che non è solo una vertenza per la salvaguardia di centinaia di posti lavoro. Nel giorno in cui una delegazione dei dipendenti di Air Italy – compagnia area messa in liquidazione e ultima incarnazione della storica Alisarda poi Meridiana – è stata accolta nell’udienza generale del Papa in Vaticano, i più importanti artisti della scena musicale isolana si sono ritrovati nell’area check-in all’aeroporto “Costa Smeralda” di Olbia, in queste settimane chiuso per lavori alle piste, per un grande evento di sostegno ai lavoratori. Un’iniziativa curata dalla Fondazione Maria Carta di Siligo e che ha visto alternarsi sul palco Alessandro Azara, BBrothers, Bertas, Maria Giovanna Cherchi, Cordas et Cannas, Cuncordu e tenore di Orosei, Beppe Dettori, Dohlmen, Fantafolk (Vanni Masala e Andrea Pisu) e Valeria Carboni, Gravity Sixty, Mariano Melis, Nova Euphonia e Corale Studentesca Città di Sassari, Francesco Piu, insieme al gruppo folk Olbia e ai piccoli mamuthones e issohadores della Pro Loco di Mamoiada. Hanno inviato il loro saluto in video Paolo Fresu, Piero Marras, i Tazenda, Tore Fazzi dei Collage e Red Ronnie. Ben sei ore di musica, senza interruzioni, per un lungo pomeriggio condotto da Giacomo Serreli, giornalista e grande conoscitore dei suoni e delle voci della Sardegna, e Tommy Rossi, presentatore radiofonico.

La mobilitazione del mondo della musica dell’isola ha così voluto rappresentare la forte vicinanza di tutti i sardi in questo momento delicatissimo della vertenza. La musica è infatti capace di infrangere steccati ideologici, rafforzare idee e convincimenti anche per dare linfa a una lotta che non si presenta facile. Non porta ovviamente soluzioni ma può indicare la straordinaria volontà di difendere un patrimonio umano e professionale, per opporsi alla cancellazione di una risorsa imprescindibile per il futuro della Sardegna.

«Con questa iniziativa abbiamo voluto testimoniare il nostro affetto verso i lavoratori di Air Italy e lo abbiamo fatto con la musica, che appartiene a tutti. Ecco perché vorrei che questo messaggio arrivasse a orecchie attente e cuori sensibili. Non siamo i vostri risolutori di problemi, ma, come ripeto sempre, siamo “spacciatori” di speranza. Speriamo allora di tornare qui, ancora più numerosi, per un altro concerto, quando tutto sarà risolto», ha commentato il presidente della Fondazione Maria Carta, Leonardo Marras. «Ce la faremo perché ce lo meritiamo. Siamo certi che si arriverà a qualcosa, che non sarà come è stato in questi trenta anni, ma ripartiremo. Oggi è il Mercoledì delle ceneri e la speranza è di poter risorgere come l’araba fenice», ha detto Antonello Sanna, intervenuto sul palco per un ringraziamento a nome dei dipendenti di Air Italy. A loro il presidente Marras ha consegnato la targa della Fondazione Maria Carta.

L’evento ha rappresentato idealmente anche una tappa del tutto speciale di “Freemmos”, il progetto portato avanti da tre anni dalla Fondazione Maria Carta sul tema dello spopolamento dell’isola, con una sensibilizzazione che passa anche attraverso la diffusione e la promozione della musica nel territorio. Iniziative che servono per ribadire il diritto a restare nell’isola e da questa poter scegliere di muoversi e tornare. Un tema strettamente legato a quello della mobilità dei sardi. Ecco allora il sostegno doveroso ai lavoratori di Air Italy. Perché la loro vertenza è quella di un’intera regione, come ha ricordato uno dei messaggi lanciati mercoledì: “Isolani sempre, isolati mai”.

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