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La musica a Sassari riparte con Alberto Gazale

Il celebre baritono è ritornato nella sua città per l’apertura della stagione lirica con un bel concerto in piazza d’Italia. Applausi e grande emozione

Sassari. Ci voleva il covid perché l’Ente Concerti Marialisa de Carolis, con il sostegno dell’Amministrazione comunale, portasse la grande musica in piazza d’Italia. Una soluzione che sin dall’annuncio nelle scorse settimane era apparsa sì come una prima volta (o quasi: nel 2011 ci fu un concerto sinfonico per la Festa della Repubblica) ma anche come una vera e propria scommessa. Vinta, con l’apprezzamento unanime di chi, a un evento davvero storico per Sassari, c’era. Sabato scorso il “salotto buono” ha così accolto l’Orchestra dell’Ente Concerti (seppure in versione ridotta e “mascherata”, tranne ovviamente gli strumenti a fiato) e un grande nome della lirica, Alberto Gazale. Grande voce la sua, a cui affianca una bella padronanza nel fraseggio e nell’emissione e una convincente presenza scenica. Il baritono sassarese è così ritornato nella sua città per un concerto che rimarrà nella memoria di tanti melomani. Purtroppo i posti per l’evento, 600 in tutto, erano contingentati a causa dell’emergenza per il coronavirus. Prescrizioni che dovranno essere osservate anche durante la stagione lirica vera e propria, che quest’anno sarà snella con i titoli del Trittico pucciniano e una versione ridotta della Carmen di Bizet. Di più non si poteva fare. All’Ente Concerti non può che andare un plauso per aver scelto di organizzare comunque la stagione. Un bel segnale anche di speranza perché anche alla musica sia presto restituita la sua normalità.

La voce di Alberto Gazale, ritornato a cantare a Sassari dopo 13 anni (era la “Luisa Miller” al Teatro Verdi), ha entusiasmato il pubblico in piazza. In apertura l’orchestra diretta da Sergio Oliva ha eseguito la sinfonia dal Nabucco di Giuseppe Verdi, per un primo brano che è sembrato un po’ sottotono anche per l’amplificazione forse non perfettamente calibrata (anche questa era del resto una prima volta). Limiti immediatamente superati. Subito dopo Gazale ha infatti ben eseguito l’aria “Cruda, funesta smania” dalla “Lucia di Lammermoor” di Donizetti. Ma è soprattutto Verdi il compositore che più si addice al baritono sassarese, che ha cantato “Pietà, rispetto, amore” da Macbeth e “Oh, dei verd’anni miei” da Ernani, e poi “Credo in un Dio crudel” dall’Otello di Verdi, dimostrando una grande affinità con le melodie verdiane. In programma anche “Intermezzo” e “Prologo” da Pagliacci di Leoncavallo, il “Preludio” dalla Carmen e l’aria di Escamillo “Votre toast, je le peux vous le rendre”. Poi ancora Verdi, l’aria “Dio di Giuda” dal Nabucco. In conclusione l’aria “Nemico della patria” di Andrea Chénier e un bis, “Core ‘ngrato”, direttamente dalla tradizione della canzone napoletana.

«Spero che questo sia il primo passo verso la normalità», ha detto Alberto Gazale, riprendendo il messaggio dell’aria dall’Andrea Chenier: “In un sol bacio e abbraccio tutte le genti amar”.

Interessanti gli interventi al microfono del direttore Sergio Oliva, che ha spiegato al pubblico genesi e caratteristiche dei brani in programma. Di Tony Grandi il bel gioco di luci sulla facciata del Palazzo della Provincia.

Stagione lirica, da domani la prenotazione per “Il tabarro” al Comunale

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