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La Festha Manna di Porto Torres

Nella basilica di San Gavino la messa solenne con l’arcivescovo e la cerimonia della consegna delle chiavi

FesthaManna2Porto Torres. Lunedì mattina nella basilica di San Gavino l’arcivescovo monsignor Gian Franco Saba ha presieduto la solenne celebrazione conclusiva della Festha Manna. Il legame di fede che unisce Sassari a Porto Torres e a tutta la Sardegna è stato rinnovato e reso ancora più saldo. «La festa dei martiri ci invita a rileggere con fede la storia passata ed il futuro della nostra chiesa particolare – ha esordito l’arcivescovo nell’omelia –. Un passato e un futuro scritti con l’inchiostro dello Spirito, un itinerario di uomini e donne che sotto la luce dello Spirito Santo hanno confessato la fede nel Cristo morto e risorto, hanno testimoniato l’adesione al Vangelo, hanno offerto la loro vita imitando Cristo non in modo esteriore, ma coinvolgendosi personalmente fino alla piena donazione di sé, fino ad oggi e oltre». FesthaManna1Un richiamo ai Padri della Chiesa ha offerto lo spunto su cui riflettere per rieducare la percezione del martirio dentro il cammino di rinnovamento spirituale: «Sant’Agostino ci tramanda in un suo discorso: “Il corpo di Pietro riposa a Roma, il corpo di Paolo riposa a Roma, il corpo di Lorenzo riposa a Roma, il corpo di altri martiri riposa a Roma; eppure Roma è nell’angoscia, è nella devastazione, afflitta, schiacciata, incendiata; tanti sono morti per la fame, la peste, il gladio. Dove sono dunque le memorie degli apostoli? Sono là, si, ma non nel tuo cuore”. Poiché lo Spirito Santo dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio, la edifica, la guida, la dirige. Una dimora chiamata a purificarsi costantemente da tanta spazzatura che noi vi portiamo dentro, che accumuliamo nel tempo. Dentro questa basilica così antica e così bella, in questo luogo che ci riporta fisicamente alle antiche sepolture anche di tanti altri cristiani siamo chiamati ad accogliere con disponibilità un messaggio che la parola di Dio e la testimonianza dei santi ci trasmette: la Chiesa perdura attraverso i secoli e per generazioni grazie all’azione dello Spirito Santo». Un’azione che non è solo astrazione della dottrina, ma che testimonia come «lo Spirito Santo apre la nostra esistenza personale, ecclesiale e sociale ad alcune importanti sfide. Sfide che in più circostanze papa Francesco ripropone alla Chiesa ed all’umanità. Proviamo a ricordarne qualcuna, importantissima: l’armonia dentro l’uomo».

E al termine del pontificale con queste parole, accolte anche dal sindaco di Sassari Nicola Sanna e dal primo cittadino di Porto Torres Sean Christian Wheeler, il rito della consegna delle “chiavi del tempo”, della “dimora di tutti”, ha sigillato ancora una volta il progetto di una concordia diffusa, di una condivisione del futuro, da costruire insieme: tra città vicine, tra istituzioni amiche, tra l’uomo e Dio.

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