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Ivano Iai (Conservatorio Canepa): «Servono regole chiare sulle forme di saluto»

Un nuovo decreto ribadisce le disposizioni già diventate un modello applicato da diversi istituti del territorio nazionale

Ivano Iai

Sassari. Il Conservatorio Canepa di Sassari ribadisce, in un decreto pubblicato sul sito ufficiale, precise disposizioni sulle modalità comportamentali e le forme di saluto da applicare nella sede dell’istituto nel contesto dell’emergenza epidemica. Il decreto firmato dal presidente del conservatorio Ivano Iai sottolinea l’importanza del rispetto di tali norme ricordando che l’emergenza epidemica da Covid-19 non è ancora cessata e sono dunque concreti i rischi legati ad una ripresa prematura dell’ordinario regime di vita e lavoro.

Già nei mesi scorsi il Conservatorio Canepa ha disciplinato con specifiche disposizioni regolamentari interne le modalità di interazione integrando le prescrizioni sul distanziamento promosse dal governo. «Il nostro intento è ancora una volta quello di prospettare un modello nazionale – sottolinea Iai – finalizzato a realizzare comportamenti omogenei e condivisi che oltre a rispettare le cautele di sicurezza sanitaria siano, al tempo stesso, di stimolo al riconoscimento dell’eguaglianza di genere e alla sostanziale neutralità del saluto». Il Canepa su questi argomenti ha ottenuto l’attenzione dei media nazionali e dei social come protagonista del progetto “Salutiamoci Bene” promosso da alcuni studenti della “Luiss Guido Carli” e condiviso da altre università della penisola. L’iniziativa ha messo a punto una nuova modalità di saluto senza contatto fisico ma affidato allo sguardo e alla gestualità rigorosamente a distanza che è stata adottato da diversi istituti e università nazionali.

«In questa fase il conservatorio è aperto limitatamente allo svolgimento degli esami di profitto e delle sessioni di laurea – dice Iai – dobbiamo però tener conto come ci ricordano anche le raccomandazioni contenute nei provvedimenti del governo che non sono venuti a cessare i rischi di contagio e diffusione dell’infezione epidemica. Per questo motivo è necessario predisporre misure adeguate e tali da garantire la sicurezza sanitaria assoluta per i dipendenti, gli studenti e chiunque altro frequenti gli ambienti della sede istituzionale».

Il presidente Iai lancia in realtà attraverso il nuovo decreto un grido d’allarme rivolto alle istituzioni, al mondo politico e accademico italiano. «Credo sia necessario – dichiara – richiamare l’attenzione della collettività sull’incauta abitudine, diffusa nei più disparati contesti sociali, compreso l’ambiente delle istituzioni pubbliche, di forme di saluto che di fatto violano palesemente il divieto di contatto fisico e avvicinamento interumano. Tra questi l’ormai invalsa modalità del contatto dei gomiti condivisa soprattutto per effetto di una divulgazione mediatica che crea confusione. Se si pensa ad esempio che le disposizioni comportamentali del Governo raccomandano di tossire o starnutire nella piega del gomito, per non diffondere il contagio (se non si ha a disposizione un fazzoletto) sembra a dir poco inopportuno tollerare un uso parallelo della stessa articolazione per la nuova modalità di saluto anti Covid che sostituisce la stretta di mano ma rappresenta di fatto una fonte di rischio comportando, peraltro, un’evidente antinomia tra regole e un vulnus al principio di non contraddizione. Ora con la ripresa delle attività didattiche in ambito nazionale sembra ancora più importante ribadire queste raccomandazioni. Le adeguate regole comportamentali e di saluto anti covid sebbene recepite da numerose istituzioni didattiche, grazie anche alla campagna di sensibilizzazione abbracciata e promossa dal Conservatorio non sono purtroppo state ancora adeguatamente regolamentate e divulgate dalla pubblica amministrazione».

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