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Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso, confermata la soppressione

Il Comitato costituito in difesa della scuola del Sacro Cuore ha incontrato l’assessora comunale Rosanna Arru

Sassari. Dopo il clamoroso dietrofront del 9 gennaio scorso, l’assessora comunale alle Politiche Educative Rosanna Arru ha incontrato mercoledì scorso 15 gennaio scorso una delegazione di genitori del Comitato in difesa dell’Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso. Nessun ripensamento, nessuna revoca della delibera comunale con la quale – riporta una nota del Comitato – il Comune di Sassari decide la soppressione della storica scuola del Sacro Cuore del quartiere del Monte Rosello. La delegazione a più riprese ha chiesto come mai non sia stata rispettata la decisione della Conferenza dei sindaci che a maggioranza (16 su 21) ha respinto la proposta di soppressione. I genitori hanno chiesto anche il motivo per il quale non sono state seguite le linee guida deliberate dall’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione nelle quali si stabilisce che la linea politico-programmatica per la Regione Sardegna sia quella di mantenere e difendere tutte le autonomie scolastiche. L’assessora Arru – prosegue la nota del Comitato – ha risposto che il parere della Conferenza dei sindaci non è vincolante e che il Comune di Sassari non è tenuto a seguire le indicazioni delle Linee guida regionali e che tantomeno cambierà posizione per una raccolta di firme. La delegazione ha obiettato in maniera puntuale alle affermazioni dell’assessora con i diversi argomenti già esposti nell’istanza inviata a Comune e Regione, nella petizione e in altri documenti. Ma tutto questo non ha prodotto alcuna apertura al dialogo.

Nel suo lungo intervento la Arru ha detto che «le autonomie le salvano solo i numeri e che le autonomie si perdono solo quando si perdono i numeri». A questa affermazione – ricorda sempre la nota del Comitato – la delegazione ha incalzato l’assessora chiedendo allora come mai si vuole sopprimere un istituto sano, con tutti i numeri a posto, che ha più di 800 iscritti e che rispetta tutti i parametri ministeriali e regionali. Un istituto, hanno sottolineato i genitori, che costituisce un’eccellenza ed è ricco da un punto di vista didattico e culturale con i diversi progetti in corso come ad esempio Erasmus plus per tutti gli ordini di scuola, il potenziamento della lingua inglese, i progetti contro la dispersione scolastica (Linea C) “Non disperdiamoci” e tanti altri.

L’assessora non ha dato risposte ma ha difeso alcuni Istituti cittadini, ignorando completamente il Monte Rosello Basso. In particolare, ha sottolineato che l’Istituto Comprensivo di via Manzoni potrebbe trovarsi in sofferenza, rischiando di perdere la presidenza e ha quindi ritenuto necessario potenziarlo attribuendogli un ulteriore plesso sottratto all’IC Monte Rosello Basso, quello di via Baldedda, che si troverebbe in una posizione più favorevole rispetto alla parte alta del quartiere. Lo spostamento dei plessi di via Forlanini da l’IC San Donato all’IC Salvatore Farina ha reso inoltre necessario il soccorso all’IC San Donato, con l’attribuzione dei plessi di piazza Sacro Cuore e di via Pavese, sottratti anche essi all’IC Monte Rosello Basso.

L’assessora Arru ha poi affermato che con la soppressione dell’IC Monte Rosello Basso e l’attribuzione dei suoi plessi ai due Istituti Monte Rosello Alto e San Donato, i plessi ex Monte Rosello Basso non solo non perderanno niente, ma avranno solo da guadagnarci.

In conclusione dell’incontro, l’assessora Arru ha confermato che il Comune non revocherà la delibera né modificherà il Piano di Dimensionamento cittadino.

La delegazione – è ribadito nella nota stampa – ha preso atto di queste dichiarazioni e non accetta in alcun modo la presa di posizione dell’assessora sottolineando che con il mancato rispetto della Conferenza dei sindaci e delle Linee guida regionali il Comune disattende quanto prescritto dalle leggi vigenti.

Appare inverosimile che venga a mancare il rispetto delle norme da parte di amministratori pubblici, che ritengono legittimo amministrare secondo proprie interpretazioni e ritengono di non essere tenuti a scelte oggettive e razionali quali, nel caso, il numero di alunni e il bacino di utenza della scuola.

Ad oggi la decisione finale compete alla Regione alla quale il Comitato di genitori e di cittadini ribadisce la richiesta di non accogliere la delibera del Comune di Sassari.

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