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Infermieri motore di un nuovo sistema di sanità territoriale

Si è chiuso a Sassari il tour sardo del Congresso Itinerante della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche

Sassari. Infermieristica territoriale di qualità non solo come risposta a all’emergenza ma come punto di partenza per l’avvio di un sistema sanitario d’eccellenza, sempre più vicino alle esigenze del territorio. Questo il focus del Congresso della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) che si è tenuto sabato 13 novembre nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari, alla presenza di numerose autorità della sanità e istituzioni nazionali e regionali.

L’appuntamento sassarese, chiudendo il tour sardo del Congresso itinerante FNOPI è stato un importante momento di sintesi e di messa a terra delle strategie necessarie per un nuovo modello di sanità Sarda, partendo dalle tre azioni individuate dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Sassari (OPI Sassari) che ha ospitato l’evento: avvio dell’infermiere di comunità, supporto ai centri sanitari periferici e immediatezza nel reperimento del personale infermieristico.

Tematiche queste che hanno come base la vicinanza ai territori in un momento in cui, come sottolineato in apertura dal presidente OPI Sassari Gianluca Chelo, «manca una valorizzazione della professione infermieristica in contesti organizzativi adeguati, che consentano dignità, corretto sviluppo e riconoscimento. Per essere ovunque per il bene di tutti, in linea con il tema congressuale, dobbiamo ripartire da noi, dalla nostra professione, da quello che siamo. Questo perché la riforma di sanità territoriale proposta dalla Regione Sardegna, che mette in campo 74 case della comunità, 35 ospedali di comunità e 24 centrali operative si scontra con la scarsità di personale infermieristico e specializzato».

Una prima promessa, in tal senso, concreta e immediata, è arrivata dal presidente del Consiglio regionale Michele Pais che si è impegnato a far approvare la proposta di legge relativa all’istituzione dell’infermiere di famiglia e comunità e aumentare le risorse per quanto riguarda le specializzazioni delle professioni.

Un impegno che contribuirebbe anche al fabbisogno di personale, «un tema prima ancora che numerico, di qualità – ha sottolineato la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli –. Mancano i medici specialistici, serve un riorientamento per la laurea magistrale in infermieristica e permettere a chi vuol fare un dottorato di poterlo seguire anche in Sardegna. La necessità di formazione e nuove competenze è focale se vogliamo avviare un modello innovativo di sanità territoriale e deve coinvolgere le istituzioni universitarie».

Una sanità di prossimità, che vede al centro gli infermieri come figure centrali di assistenza e diagnosi è possibile anche vedendo nella pandemia un’opportunità, secondo il consigliere regionale Antonello Peru, per «tracciare una sanità nuova, fatta di ammodernamenti tecnologici, rimodernamento dei presidi e valore agli ospedali di comunità».

Le possibilità offerte grazie alle risorse previste dal PNRR permettono, ha detto il deputato Andrea Frailis, di «ripensare il sistema salute per avviare percorsi condivisi. Prossimità non pu essere solo un auspicio ma la base di un futuro che rimedi agli errori del passato e che ha bisogno di progetti innovativi e credibili, in linea con i vincoli comunitari». Tema confermato dall’assessora e vicepresidente della Regione Sardegna Alessandra Zedda, secondo la quale «l’approccio necessario deve essere solidale e creativo e utilizzare al meglio occasioni di confronto come questa per cercare tutte le strade utili a una ripresa di qualità».

Nell’ottica di un’infermieristica di prossimità c’è grande attenzione e fermento anche da parte della conferenza socio sanitaria della Assl Sassari, rappresentati dal presidente, il sindaco di Thiesi Gianfranco Soletta, che hanno trovato «una sincronia che vede il territorio al centro di tutte le azioni, con una forte volontà da parte di tutte le parti di lavorare a un progetto condiviso».

Quello che viviamo, è, dunque, un momento da non perdere, in una società che in questi due anni ha visto gli infermieri in prima linea e, come rimarcato dal commissario dell’Aou di Sassari Antonio Lorenzo Spano, «lavorare a stretto contatto con medici e fornendo alle famiglie un servizio assistenziale in un momento di forte incertezza. Stiamo lavorando per dare continuità professionale e ancora più valore agli infermieri per creare insieme a loro progetti utili al territorio».

Se la pandemia, come ricordato da Gianfranco Ganau, ex presidente del Consiglio Regionale, «ha reso evidente la disorganizzazione del sistema sanitario, dall’altra si è resa ancora più necessaria la figura dell’infermiere di comunità», soprattutto, come ha sottolineato il senatore Carlo Doria, «nella gestione dei pazienti cronici e nella definizione di una rete territoriale che dialoghi tra hub centrali e periferici».

Il momento congressuale è stato anche occasione per ricordare i primi mesi di emergenza sanitaria e l’alto tributo emotivo pagato dagli infermieri. Il sindaco di Sassari Nanni Campus l’ha fatto ricordando un momento di forte commozione: lo scioglimento straordinario del voto alla Madonna di Santa Maria di Betlem, portata in processione per la città sotto gli sguardi stanchi e commossi del personale sanitario.

È a loro, a tutti gli infermieri d’Italia, un impegno straordinario e mai settorializzato nel tempo che OPI Sassari ha deciso di donare, attraverso la consegna alla FNOPI, l’opera “La cura”, realizzata dall’artista sassarese Marco Silecchia che va a rielaborare le mani simbolo del tema congressuale: Ovunque per il bene di tutti.

Quella del 13 novembre è stata una tappa importante anche per la celebrazione di casi di successo. In questa occasione sono stati infatti premiati gli esempi virtuosi di professionalità della Sardegna (tre su quattro riguardano il nord Sardegna e Sassari) e conferita una menzione speciale a Emergency che ha aperto, per le persone indigenti ed escluse dall’accesso alle cure, sportelli di orientamento sociosanitario dove offre gratuitamente attività di educazione sanitaria e prevenzione, servizi per facilitare il loro accesso al Sistema sanitario nazionale e per conoscere i propri diritti.

I progetti premiati riguardano la figura del bed management, un gruppo di infermieri specializzato in ricoveri che ha lo scopo di ottimizzare la presenza dei posti letto; il protocollo per ridurre il rischio di errore nella somministrazione dei farmaci, realizzato nella “Clinica Neonatologica e Terapia Intensiva Neonatale” dell’Aou di Sassari; il Percorso Clinico Assistenziale di Dimissione post ospedaliera (PCAD-COVID19) allo scopo di garantire la continuità assistenziale (realizzato dal Servizio delle Professioni Infermieristiche ed Ostetriche Area Nord–ATS e, infine, l’attività di monitoraggio remoto dei dispositivi impiantati messa a punto a San Gavino Monreale.

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