CronacaEvidenza

Incontro al Mise sulla decarbonizzazione della Sardegna

«Chiudere con il carbone se non c’è il gas o senza progetti per il revamping a biomasse è irrealizzabile», spiega Franco Peana, Cisal FederEnergia Sardegna

Sassari. Si è tenuto ieri pomeriggio l’incontro al Mise sulla decarbonizzazione in Sardegna. Il tema riguarda la produzione di energia elettrica regionale, Fiumesanto e il Sulcis, ma anche quattrocento occupati diretti e settecento delle terze imprese.

«Sostanzialmente non si può attuare questo progetto se non virtualmente – spiega Franco Peana, Cisal FederEnergia Sardegna –. La possibilità di chiudere con il carbone se non c’è il gas o senza progetti per il revamping a biomasse è in questo momento irrealizzabile. La Regione Sardegna per parola dell’assessora Pili punta a garantire la dorsale del gas e la migliore garanzia di stabilità della rete sarda, che non può perdere di autonomia e sicurezza. Pertanto il 2025 come data non può essere rispettata».

«Tutte le parti sociali hanno detto che i tempi sono stretti e realizzare il cavo sar-sic-cont. entro il 2025 non sarà possibile, pertanto serviranno certezze e garanzie», prosegue Peana. Erano presenti anche Terna, Enel ed Ep. «Queste ultime due imprese vorrebbero anche fare dei piani di investimento ma con certezza di approvvigionamento con il gas, che in Sardegna ancora non esiste. Come Cisal FederEnergia abbiamo detto che mancano le precondizioni per parlare di decarbonizzazione. Al momento la rete sarda e i sardi hanno necessità di avere garantite la stabilità e il servizio visto che si tratta di un’isola, ad oggi la tecnologia è ben lontana dal poter garantire ciò con il solo fotovoltaico e con l’eolico – riprende Franco Peana –. Mentre sugli storage e sui sincroni ci troviamo ancora nel campo della sperimentazione. Per cui è tutto prematuro e con cautela avremmo tranquillizzato i lavoratori. Poiché anche a livello occupazionale si profilerebbero una serie di problemi seri per gli interni e l’indotto sia a Fiumesanto che nel Sulcis. Crediamo inoltre che una certa giustizia sociale debba essere fatta nei confronti dei sardi, che non hanno mai avuto la possibilità di usare il gas rispetto al resto d’Italia, dovendo sostenere maggior impiego di energia elettrica e maggiori costi. Pertanto i funzionari del Ministero dello Sviluppo economico dopo aver sentito tutte le parti, si aggiornerà vista la complessità della materia, con confronti ulteriori con la Regione. Per poi confrontarsi ulteriormente con tutti gli attori interessati al tema».

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