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Impianto sportivo Ersu, la Regione revoca il finanziamento

Impossibile ottemperare agli accordi presi con il Comune di Sassari al momento della cessione della ex Fondazione Brigata Sassari. L’appalto era già stato aggiudicato

Sassari. Stop al finanziamento da 1 milione e 300 mila euro per la realizzazione degli impianti sportivi della Ex Fondazione Brigata Sassari. Con una nota, firmata dal direttore generale dell’Assessorato della Pubblica Istruzione Giorgio Cicalò, la Regione Sardegna ha deciso di rimodulare il fondo FSC 2014-2020, così come chiesto dal Governo centrale, bloccando e di fatto rimandando il finanziamento a data da destinarsi: 1 milione e 300 mila euro con i quali Ersu Sassari deve realizzare gli impianti sportivi del nuovo mini campus della Ex Fondazione Brigata Sassari in viale Adua, così come stabilito dall’accordo sottoscritto con il Comune di Sassari nell’atto di cessione dell’immobile, necessari per l’utilizzo del campo di calcio comunale di Viale Adua per le competizioni di 1ª categoria. Procedimento per il quale non sono mai stati registrati rallentamenti o difformità e che ha, tra l’altro, raggiunto l’OGV con un anticipo di undici mesi rispetto alla scadenza prevista per tutti gli interventi finanziati con risorse FSC 2014/2020, fissata al 31 dicembre 2022.

Ersu Sassari, non avendo mai ricevuto nessuna comunicazione da parte della Regione circa la possibilità di un blocco o riprogrammazione del finanziamento, nei mesi scorsi ha proceduto nel bandire la gara per la realizzazione degli impianti, aggiudicando l’appalto pochi giorni fa, il 31 gennaio. Precisamente l’indizione della gara dei lavori è stata pubblicata il 9 dicembre scorso: se l’ente – si legge in una nota inviata da Ersu in Regione – fosse stato messo al corrente delle valutazioni assunte o in corso, relative al definanziamento, di certo non avrebbe indetto alcuna procedura di affidamento, peraltro incaricando la Centrale di Committenza Regionale. Ancor prima, si sarebbe potuta ridefinire la programmazione delle opere pubbliche, consentendo alla stessa Centrale di Committenza Regionale di fare altrettanto con la propria programmazione operativa. Ciò che la Regione rischia di creare all’ente sassarese, nel caso in cui non venisse ritirata la revoca, sono problemi di varia natura, da quelli economico finanziari a quelli di natura giuridica: da un lato, essendo già stata disposta l’aggiudicazione dei lavori, si configura nei confronti dell’impresa aggiudicataria una responsabilità precontrattuale da parte della stazione appaltante, ovvero l’Ersu; dall’altro, nell’incertezza della riprogrammazione del finanziamento, sussiste il rischio di non rispettare gli impegni contrattuali assunti con il Comune di Sassari.

Il presidente di Ersu Sassari Massimo Sechi commenta: «Non è plausibile che dai palazzi della Regione vengano assunte decisioni di tale portata senza che i diretti interessati, in questo caso l’Ersu di Sassari, ne siano informati in tempi ragionevoli. Questa è la chiara dimostrazione che vi è un problema oggettivo di comunicazione tra la Ras e i suoi enti collegati. Non si possono cancellare finanziamenti a procedure avviate, dopo esserci assunti delle responsabilità in solido che ci obbligano a rispettare impegni istituzionali presi anzitutto con il Comune di Sassari. Da mesi cerchiamo un confronto diretto con l’Autorità di Gestione ma non ci è mai stato accordato un incontro. Non vogliamo pensare che un gap di comunicazione sia uno sgarbo istituzionale e chiediamo pertanto che il provvedimento venga revocato o che ci sia una riassegnazione del finanziamento entro i prossimi sessanta giorni».

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