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«Ill.mi, non scervellatevi! Per la scuola sarda le norme esistono già…»

Lettera aperta al presidente Christian Solinas e all’assessore alla Pubblica Istruzione Andrea Biancareddu

 

Gent.mo presidente della Giunta della Regione Autonoma Sardegna, dr. Christian Solinas,

 Gent.mo assessore regionale della Pubblica Istruzione, avv. Andrea Biancareddu,

Il professor Antonio Deiara

sono un docente della Scuola Sarda Europea che da soli quarant’anni varca, con immutati entusiasmo e voglia di costruire, i portoni di Elementari, Medie, Superiori e Conservatorio. Vi prego, non “scervellatevi” per trovare soluzioni di “insularità” a favore delle nostre Istituzioni scolastiche. Le norme e le soluzioni ai problemi delle famiglie e degli studenti sardi, esistono già. Sarebbe sufficiente farle applicare. L’art. 2 della Legge 482/99 include le Minoranze linguistiche catalana e sarda tra quelle tutelate dall’art. 6 della Costituzione della Repubblica Italiana. Gli articoli 8, 10,11 e 16 del DPR 81/2009 prevedono che le aree geografiche abitate dalle Minoranze linguistiche usufruiscano di parametri ridotti per la formazioni di classi uniche e indirizzi di studio: sono sufficienti 10 alunni per classe. Il D.L. 98 del 2011, e successive modificazioni e integrazioni, sempre a tutela delle Minoranze linguistiche, limita a 400 alunni anziché a 600 il numero di iscritti sufficienti per mantenere un’Autonomia scolastica; per i non addetti ai lavori, con 400 alunni, le scuole di Usini, Sennori, Castelsardo, Ploaghe, etc. manterrebbero la Presidenza e la Segreteria. Ma una Legge Finanziaria degna di Quintino Sella, firmata dal premier Mario Monti, stabilì che dal 2012 solo le Minoranze linguistiche di origine straniera (francese, tedesca, slava, etc.) avrebbero usufruito delle tutele previste dal citato art. 8 del DPR 81/09. La Regione Friuli impugnò quella norma di fronte alla Corte Costituzionale e, dato che nel proprio Statuto figurava la non-discriminazione tra Minoranze linguistiche abitanti lo stesso territorio, salvaguardò le proprie scuole. Nel frattempo la Regione Autonoma della Sardegna dormiva il “sonno degli innocenti”… Che fare, oggi? Esistono due soluzioni, giuridicamente percorribili: un articolo di legge, curato dal Governo, che escluda i sardi dalla “norma Monti”, considerato che il territorio della nostra Minoranza linguistica è inequivocabilmente delimitato dal mare; un ricorso al TAR, unitamente all’introduzione nello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna del principio di non-discriminazione tra le due Minoranze catalana e sarda presenti nell’Isola, in base all’art.3 c. 2 della Costituzione Spagnola del 1978 che riconosce il catalano come una delle lingue ufficiali della Spagna, e quindi per noi “lingua straniera”. La legge di Monti sarebbe in tal modo sterilizzata e la Scuola Sarda Europea rinascerebbe, ponendo un possente antemurale di fronte all’abbandono e alla dispersione scolastica, ai fenomeni di devianza e microcriminalità giovanile, allo spopolamento della zone interne. Si riaprirebbero classi e sezioni, si pensi ai Geometri di Nuoro, rinascerebbero Scuole Autonome, 6000 cattedre e 1200 posti Ata.

Ill.mi Presidente e Assessore, spero che il recente pronunciamento del TAR per la Sardegna sull’apertura dei nuovi Indirizzi Musicali, prima negati dal direttore USR Francesco Feliziani e dal responsabile dell’USP di Sassari, Anna Maria Massenti, vi sia di esempio. Spero venga smentito quanto sosteneva il lombardo Manzoni, che se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare. In caso contrario, il tempo è galantuomo…

 Con osservanza,
 prof. Antonio Deiara

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