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Il Pd a Solinas: «Dibattito surreale sul nuovo ospedale di Sassari»

Se sarà davvero realizzato nell’area dello storico Istituto Agrario Pellegrini provocherebbe in città immediati effetti negativi

L’incontro di lunedì 23 aprile

Sassari. «È sconcertante ed avvilente assistere in queste ore alla più incredibile e teatrale speculazione politica ed elettorale che le istituzioni regionali e locali abbiano mai inscenato nella nostra città e nel nostro territorio. Il presidente Solinas, lunedì scorso, lanciando l’idea di un nuovo ospedale a Sassari da realizzarsi nell’area dello storico istituto agrario Pellegrini di Sassari, ha innescato un dibattito tanto surreale quanto deprimente, oltre aver scippato il Consiglio Comunale di Sassari della propria esclusiva competenza in materia di pianificazione Urbanistica e controllore della corretta applicazione degli indirizzi del Puc vigente». Così Giuseppe Masala, Fabio Pinna, Giuseppe Mascia e Carla Fundoni (Gruppo PD Sassari), Gianfranco Ganau (Capogruppo PD – Consiglio Regionale) e Gavino Manca (Parlamentare PD), che affidano la loro posizione a una nota stampa.

«Solo nel mondo reale, quello dei tecnici, degli esperti in edilizia ospedaliera fino ad arrivare ai più piccoli operatori economici e cittadini sassaresi – proseguono –, la sparata di Solinas è stata accolta da reazioni che oscillano tra l’ilarità e l’indignazione. Questo perché, sia chiaro, è un’idea irrealizzabile che al massimo produrrà l’effetto di buttare via qualche centinaio di migliaia di euro di soldi pubblici per studi di fattibilità tecnico economica che poi, siamo certi, si incaricheranno di rivelare ciò che è già chiaro oggi: il nulla di fatto. Nel frattempo Sassari perderà l’occasione per avviare una seria pianificazione indirizzata alla realizzazione di un nuovo Ospedale moderno ed adeguato alle esigenze del territorio, obiettivo sul quale in linea di principio siamo tutti d’accordo, a patto che si completi il programma di riqualificazione del polo ospedaliero di S.Pietro/Piandanna».

«Giova ricordare che, se mai questa follia diventasse realtà, oltre al fatto che vedrebbe la luce minimo fra 15 anni, l’editto di Solinas provocherebbe in città i seguenti immediati effetti negativi:
1) falcidiare il programma formativo dello storico Istituto agrario “Pellegrini” che si sviluppa in buona parte dei 27 ettari adocchiati da Solinas e per il quale sono in corso milionari progetti infrastrutturali, accantierabili già nel 2022 finanziati a vario titolo da MIUR, RAS, Provincia, Comune di Sassari e altri circa 60 partner pubblici e privati;
2) con la nuova idea di Solinas si cancellerebbe tutta la micro economia di quella parte della città che da decenni vive dall’indotto prodotto dall’attuale polo ospedaliero sassarese;
3) devastare il sistema della viabilità di collegamento della SS 131 e viale Porto Torres con Latte Dolce e l’area dell’istituto agrario. Tutto per gestire il nuovo flusso di traffico privato e dei mezzi di soccorso che si sommerebbe all’attuale e già elavato carico veicolare e ferroviario».

«Insomma, un incubo che sicuramente la città non ha necessità di vivere proprio ora. Fortunatamente, l’idea, principalmente per i motivi su elencati, non vedrà mai la luce perché, dopo le prime e serie verifiche tecniche, sarà cassata per poi finire nel dimenticatoio. Nel frattempo, però, quest’arma di distrazione di massa utilizzata da Solinas e da qualche suo colonnello, in questa calda estate elettorale, avrà raggiunto lo scopo di far passare in secondo piano le reali emergenze della sanità sassarese da noi già puntualmente denunciate: emergenze infrastrutturali ed igienico sanitario del Santissima Annunziata e delle Cliniche Universitarie, attese di ore al Pronto Soccorso o mesi per avere una visita specialistica, deficit drammatici di organico con medici ed infermieri che operano in condizioni scandalose. Problemi per i quali sembra lontana la soluzione in questa lunga, estenuante quanto goffa campagna elettorale del candidato Cristian Solinas. Campagna elettorale iniziata questa volta sulla pelle dei sassaresi».

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