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Il Pci boccia il sindaco Campus

Giudicato ampiamente negativo il bilancio di metà mandato della giunta comunale sassarese sostenuta da una maggioranza civica di destra più i Cinque Stelle

Sassari. Il bilancio di metà mandato del sindaco Campus e della sua giunta sostenuta da una maggioranza civica di destra-Cinque Stelle è ampiamente negativo. Lo denuncia la federazione provinciale del Pci e la sezione cittadina “Polano-Berlinguer” che ha analizzato la situazione alla luce delle dichiarazioni del primo cittadino e del confronto che si è sviluppato sui media e in Consiglio comunale.

Per i comunisti gli elementi di maggior criticità riguardano la viabilità e la raccolta dei rifiuti dove l’Amministrazione annaspa. In particolare sulla pulizia la situazione è tragica e largamente deficitaria: strade sporche, raccolta a singhiozzo, porta a porta da verificare insieme all’appalto che evidentemente non funziona. I progetti per 48 milioni che, a detta di Campus, dovranno cambiare il volto alla città in un futuro non definito (riqualificazione urbana in particolare per il centro storico e Latte Dolce) non hanno avuto quella partecipazione al confronto che ci si attendeva. Allo steso modo occorre valutare anche la progettualità per la viabilità che appare come una scatola vuota, alla luce anche della situazione del centro intermodale gravato da bonifiche insufficienti. Nonostante le promesse, la città inoltre non è più sicura e la situazione del centro storico è identica al passato se non addirittura peggiorata con alcune strade (l’area di San Donato ad esempio) regno di spacciatori e delinquenza tale da tenere in ostaggio un quartiere. Una vera emergenza. Anche sulla sanità e sul suo degrado la voce dell’amministrazione è stata flebile e balbettante nei confronti delle scelte regionali.

Il sindaco non può sempre contare di sfruttare quella trasversalità di consensi che lo ha portato trionfante a Palazzo Ducale e che gli ha permesso, con una certa disinvoltura, di annettersi i Cinque Stelle o di rivoluzionare la sua giunta più volte con un valzer di assessori senza fornire eccessive spiegazioni. I comunisti criticano fortemente il ruolo dei 5 Stelle ridotti a stampella della maggioranza. Ma contestano anche la mancanza reale di un’opposizione ferma e rigorosa sui programmi. Quella attuale incentrata sul Pd che porta sulle spalle una pesante eredità amministrativa di anni di progettualità illusoria, si configura come un’”opposizione di sua maestà”, debole e subalterna priva di progettualità. Situazione che a Campus va a pennello così da poter in Consiglio avere mano libera per scomuniche, attacchi o annessioni.

I comunisti ritengono che sia giunta l’ora, dal punto di vista politico e programmatico, che le forze della sinistra, autonomistiche e di progresso smettano di fare testimonianza e con coraggio si confrontino per costruire da ora un’alternativa all’attuale situazione e per evitare anche un ritorno al passato del pessimo centrosinistra. Lo stesso che ha aperto le porte alla destra più o meno civica.

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