CulturaEvidenza

Il Conte di Moriana morì per cause naturali

Il principe sabaudo, governatore di Sassari, perse la vita a soli 36 anni. Il mistero è stato risolto grazie a una ricerca condotta dall’Uniss

Sassari. Venerdì nel Duomo di San Nicola sono stati presentati i risultati di un progetto di ricerca multidisciplinare curato dall’Università di Sassari sulla misteriosa morte, avvenuta il 29 ottobre 1802, dell’allora governatore Conte di Moriana, Placido Benedetto, figlio del re Vittorio Amedeo III e di Maria Antonia Ferdinanda di Spagna. Il giovane Savoia non perse la vita a soli 36 anni per peste, colera o malaria, e nemmeno per un avvelenamento, come era stato ipotizzato, ma per cause naturali legate con molta probabilità al suo cattivo stato di salute. Una conclusione a cui è giunto il Centro per gli Studi Antropologici, Paleopatologici e Storici dei Popoli della Sardegna e del Mediterraneo, costituito nel 2014 nel Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari. Sono stati analizzati i documenti storici e letterari di diversi archivi tra Cagliari e Torino e sono stati riesumati i resti del principe sabaudo. L’analisi ha riguardato anche i ditteri (insetti) trovati nella sua sepoltura. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione di Sardegna.

Uno studio storico-antropologico-paleopatologico. A cura di Eugenia Tognotti

https://www.uniss.it/uniss-comunica/unisspress/il-conte-di-moriana-uno-studio-storico-antropologico-paleopatologico

Alla conferenza di venerdì sono intervenuti gli autori della ricerca: per l’Università di Sassari, Eugenia Tognotti, docente di Storia della Medicina, Andrea Montella, presidente della Struttura di raccordo della Facoltà di Medicina, Pier Luigi Fiori, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Pasquale Bandiera, docente di Anatomia umana. Erano presenti inoltre i professori Alessio Pirino (Dipartimento di Scienze Biomediche), Gianpiero Boatto (Chimica e Farmacia), Maurizio Conti, direttore della Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica dell’Università di Sassari. Fondamentale il contributo del paleopatologo Gino Fornaciari dell’Università di Pisa, uno dei massimi esperti in Italia di studi di mummie e scheletri dell’era moderna. Un sostegno fondamentale è stato assicurato dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi e dalla Soprintendenza archeologica, con l’architetta Francesca Frassetto.

Al termine della conferenza l’arcivescovo Gian Franco Saba ha benedetto il monumento sepolcrale realizzato da Felice Testa (1763-1825) nel transetto sinistro del Duomo.

A nome del rettore Mariotti è intervenuta Paola Pittaluga, prorettrice alla Formazione e Alta Formazione. Erano infine presenti monsignor Giancarlo Zichi, direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali dell’Arcidiocesi, l’avvocata Luciana Fancellu in rappresentanza della Fondazione di Sardegna e il rettore emerito Attilio Mastino. L’incontro è stato moderato dal giornalista Piergiorgio Pinna.

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: