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Il Conservatorio Canepa ha inaugurato l’anno accademico 2020-21

Al Teatro Verdi l’orchestra sinfonica diretta da Andrea Raffanini ha eseguito la Sinfonia “Jupiter” di Mozart. Assegnato a Paolo Fresu il premio “una sinfonia per”

Sassari. Venerdì sera al Teatro Verdi “Fanfare for a new theatre”, composizione di Igor Stravinskij scritta nel 1964 per l’apertura del New York State Theater, ha aperto il concerto di inaugurazione del nuovo anno accademico del Conservatorio Luigi Canepa. L’Orchestra Sinfonica, diretta da Andrea Raffanini, ha così voluto offrire un augurio di rinascita e ripresa delle attività artistiche e teatrali. L’evento è stato presentato da Ambra Pintore e senza pubblico come previsto dalle norme anticovid. Il video della serata è accessibile nella home page del sito di Videolina. Il programma del concerto comprendeva “Notturno” op. 70 n.1 di Martucci e la celebre sinfonia “Jupiter” di Mozart.

«Il programma – ha detto il presidente del Canepa Ivano Iai – è stato scelto con l’idea di interpretare attraverso la grande musica classica la realtà complessa che il mondo dell’arte e della didattica hanno dovuto affrontare in questo anno di pandemia». Per i saluti istituzionali sono intervenuti il sindaco Nanni Campus, il presidente della Consulta degli Studenti Raffaele Puglia e il direttore del Conservatorio Mariano Meloni che ha ringraziato, con un abbraccio virtuale, i giovani musicisti e i docenti dell’orchestra annunciando le novità dell’offerta formativa del Conservatorio. Durante il concerto è stato inoltre assegnato a Paolo Fresu il premio “Una sinfonia per”, con una pergamena consegnata dalla prefetta Maria Luisa D’Alessandro e l’esecuzione della sinfonia “Jupiter” dedicata al trombettista sardo. «Sono felice di essere qui con questi meravigliosi musicisti – ha detto Fresu – immerso nel suono di un’orchestra. Il suono è l’espressione più alta del nostro pensiero. Tanti anni fa entrai casualmente in questo teatro e fui travolto dal suono potente e raffinato di un’orchestra, non l’avevo mai sentito prima, conoscevo solo il suono della banda del mio paese, dove suonavo. Quel suono è rimasto per sempre nella mia vita ed è la motivazione che mi porta ogni giorno a fare musica anche e soprattutto in questi giorni di solitudine condivisa».

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