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Il Circolo “Patta” del Pd dice no al ripristino dei cda in enti e agenzie della Regione

Qualificata come “inconcepibile” la convenzione tra l’Aou e le Figlie della carità di San Vincenzo de Paoli per l’inserimento di suore con qualifica oss

Sassari. «Riteniamo che vi sia dell’incredibile nelle recenti intenzioni della Giunta regionale di ripristinare i cda in 11 enti e agenzie strumentali della Regione e nella convenzione tra l’Aou e la congregazione religiosa delle Figlie della carità di San Vincenzo de Paoli per l’inserimento di suore con qualifica oss presso le strutture dell’Aou di Sassari». Da parte del Circolo “Cristiana Patta” del Pd il no alle due decisioni è netto.

«Il primo provvedimento, qualora trasformato in legge regionale, oltre che rappresentare un ritorno al passato di oltre dieci anni dove la politica entrava a “gamba tesa” nella gestione degli enti funzionali e strumentali della Regione, rappresenta un pesante costo per le tasche della popolazione sarda che di tutto si aspettano dai loro governanti tranne che l’introduzione di ulteriori livelli di “governance” inutili, costosi, improduttivi e sicuramente inefficaci», è rimarcato in una nota stampa. «Ripristinare i cda appare come una necessità finalizzata solo ed esclusivamente per “saziare” la fame di poltrone e posizionamenti di una coalizione – quella di centro destra sardista/leghista – allo sbando, senza un progetto per la Sardegna e per il popolo sardo. Con tutti i problemi dell’isola legati ai trasporti, al lavoro, alla sanità, all’energia, all’agricoltura, la Giunta che fa? “Fabbrica” poltrone! Una proposta inaccettabile e vergognosa nei confronti della quale faremo battaglia in tutte le sedi istituzionali e politiche».

«Riteniamo altresì inconcepibile la recente deliberazione n. 4 del 15 gennaio che definisce la convenzione tra l’Aou e la congregazione religiosa delle Figlie della carità di San Vincenzo de Paoli per l’inserimento di suore con qualifica oss presso le strutture dell’Aou di Sassari. In barba alla moltitudine di uomini e donne con qualifica oss che hanno impiegato tempo, denaro e sacrifici per conseguire il titolo e che oggi sono alla disperata ricerca di un posto di lavoro, la Giunta regionale in modo arbitrario dà il via per una convenzione che li esclude e che mortifica ogni loro legittima aspettativa. Anche nei confronti di questo provvedimento faremo battaglia in aula e fuori dall’aula affinché possa essere revocata la delibera e rescissa la convenzione».

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