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Il centrosinistra valuta la candidatura di Mariano Brianda

Per il momento non c’è nessun altro nome in campo. Lunedì vertice con tutti i  partiti. Dal Pd qualche perplessità sul metodo seguito dallo stesso aspirante candidato

Sassari. Mancano due mesi alle elezioni comunali e il centrosinistra ancora non ha individuato il proprio candidato sindaco. C’è però da settimane un nome attorno al quale la coalizione potrebbe ritrovarsi. È quello del magistrato Mariano Brianda, sul quale negli ultimi giorni la coalizione discute e cerca una sintesi. Ancora però non pervenuta. Lunedì pomeriggio il centrosinistra si è riunito nella sede della Federazione del Pd in via Mazzini, proprio per analizzare l’ipotesi candidatura di Brianda a primo cittadino. Nessuna perplessità sulla figura, la stima è da parte di tutti, è stato ribadito. Diversi invece i distinguo sul metodo proposto dallo stesso Brianda e sull’idea di programma, ancora da scrivere. Un vertice comunque interlocutorio. Il confronto riprenderà forse a metà settimana, sicuramente dopo Pasqua.

Differenti però le sensibilità tra i partiti. Innanzitutto il Pd. Il partito più importante del centrosinistra ha al suo interno una componente che sostiene apertamente la candidatura Brianda. Presente sui social, non nasconde la propria convinzione che il nome del magistrato sassarese costituisca l’unico nome attualmente in grado di riportare la vittoria al centrosinistra. Passaggio, o punto di vista, sul quale in realtà la maggioranza del partito, insieme ai segretari provinciale e cittadino, Gianpiero Cordedda e Gianni Carbini, non ha formalmente preso nessuna posizione, limitandosi a fare presente diverse perplessità sul metodo finora seguito dallo stesso aspirante candidato sindaco, che ha messo a punto un documento politico già illustrato alla coalizione: a cominciare, in caso di vittoria, dalla creazione di un tavolo di consultazione permanente allargato a segretari di partito e consiglieri comunali, oltre che a sindaco e assessori; questi ultimi scelti in base alle competenze e non esclusivamente all’appartenenza partitica. L’obiettivo è quello di sganciare l’azione di governo dalle interferenze proprio dei partiti. Punti spiegati venerdì scorso in un altro vertice, solo con il Pd, rappresentato dai segretari Cordedda e Carbini, insieme al deputato Gavino Manca e al consigliere regionale e capogruppo in pectore Gianfranco Ganau, dallo stesso Brianda, che nell’occasione aveva spiegato di non volersi muovere in contrasto con il Pd e che se il partito dovesse chiedergli di non candidarsi non parteciperebbe alle elezioni.

Per i partiti “piccoli” della coalizione, un ampio fronte che va da Campo Progressista alle altre liste presenti nel centrosinistra delle ultime regionali, le perplessità sulla candidatura di Mariano Brianda sono invece molte meno. Con posizioni comunque differenti, soprattutto, sul programma, per alcuni ancora da definire, mentre altri invece annunciano un fronte compatto a sostegno della candidatura del magistrato.

A breve una decisione dovrà essere presa. A parte il M5s, già in campagna elettorale con Maurilio Murru candidato sindaco, è questa una sollecitazione che vale anche per il centrodestra. Nanni Campus corre infatti con il sostegno di diverse liste civiche e non dei partiti, con i quali si pone anzi in concorrenza e che, allo stato attuale, devono trovare un loro candidato sindaco. E il tempo corre veloce per tutti.

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