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“Il cacciatore di corsari”, il Mediterraneo e la Sardegna nel XV secolo

È l’ultimo romanzo storico del giornalista e scrittore sassarese Vindice Lecis. L’intervista video è curata da Luca Foddai

Sassari. È in libreria da un paio di settimane l’ultimo romanzo storico di Vindice Lecis, giornalista e scrittore sassarese. “Il cacciatore di corsari”, edito da Nutrimenti, narra quanto avveniva nel XV secolo nel Mar Mediterraneo, dove corsari e pirati distruggevano e razziavano navigli e villaggi costieri. I danni al commercio marittimo erano incalcolabili. Il re di Castiglia Enrico III affidò allora al giovane e valoroso cavaliere Pero Niño il compito di eliminare una volta per tutte i pericolosi predoni del mare, tra i quali campeggiavano i famigerati Juan de Castrillo e Arnau Aymar. I due corsari, secondo alcune indiscrezioni, navigarono nei pressi di Barcellona diretti a nord. Pero Niño, senza esitazioni, organizzò un equipaggio degno di una guerra e con due galee si lanciò in un inseguimento frenetico lungo la costa iberica, scrutando ogni spiaggia e anfratto tra gli scogli dove le sue prede potevano nascondersi, fino a raggiungere la Francia. Da lì ripartì verso sud, ma fu obbligato a fronteggiare le tempeste infernali del canale di Corsica prima di approdare finalmente in Sardegna, dove nel frattempo i suoi bersagli erano stati avvistati. Sull’isola, da mezzo secolo impegnata nella guerra di liberazione dal regno d’Aragona, il caos regnava sovrano: mentre la povertà e la peste affamavano le città e i villaggi, la classe dirigente era impegnata a risolvere una serie di incidenti diplomatici causati dalla misteriosa morte del giudice d’Arborea. Le imprese di Pero Niño, riprese per gran parte da un autentico memoriale celebrativo scritto nella prima metà del Quattrocento dal suo alfiere e intitolato opportunamente El victorial, diventarono leggendarie.

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