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I Braccianti verso la partecipazione alla Faradda

Questo il nome definitivo del gremio. Nella seduta di oggi (giovedì) la presa d’atto da parte del Consiglio comunale. Via cappa bianca (da subito) e feluca

Il gremio parteciperà alla Faradda senza feluca e cappa bianca

Sassari. Ancora manca il passaggio finale in Consiglio comunale, ma il più sembra ormai fatto. Il Gremio dei Braccianti potrà partecipare alla Faradda già da quest’anno. Cadono così gli ostacoli alla partecipazione del sodalizio, che in realtà è già, almeno sulla carta, un gremio di candeliere dal 2016, quando fu ammesso alla Discesa del 14 agosto insieme ai Macellai. Mentre questi però – si stabilì – potevano partecipare da subito con il loro candeliere, i Braccianti, ancora denominati Facchini, avrebbero dovuto attendere un anno. Nel 2017 il Regolamento comunale sullo svolgimento della Faradda fu ulteriormente modificato dall’Assemblea Civica, in particolare nella norma transitoria all’articolo 9, aggiornata nel 2021 con la partecipazione degli Autoferrotranvieri: “Il Gremio dei Facchini avente sede nella cappella dei Mercedari – chiesa di San Giuseppe, prenderà parte alla Discesa dei candelieri a decorrere dall’anno in cui sarà certificato formalmente dalla Commissione storica l’avvenuto adeguamento alle condizioni e prescrizioni da questa dettate, aprendo la sfilata davanti al Gremio degli Autoferrotranvieri”. I Braccianti sono rimasti quindi l’unico gremio ancora escluso dalla Faradda. Ma adesso la porta è aperta anche per loro, che quindi il prossimo 14 agosto, dopo il sì del Consiglio comunale, apriranno la Discesa. I candelieri saranno così 13, per una processione che già si preannuncia dalla durata record.

Martedì mattina le Commissioni permanenti I (Affari generali e regolamenti) e V (Cultura), presiedute rispettivamente da Sebastiano Toschi Pilo e Virginia Orunesu, hanno approvato la modifica al regolamento. Si sono astenute le opposizioni, ma solo per una questione tecnica, permettere il dibattito in assemblea. Adesso la parola definitiva spetterà al Consiglio comunale, convocato per questo (giovedì) pomeriggio alle 16 a Palazzo Ducale.

Alla seduta congiunta di martedì ha partecipato l’assessora alla Cultura Laura Useri, che in apertura ha ricostruito i passaggi degli ultimi mesi. Due i verbali delle riunioni della Commissione Storica (con Antonello Mattone per il Comune, monsignor Giancarlo Zichi per la Curia e Fabio Madau per l’Intergremio) che ha proposto le modifiche agli articoli 3 (che stabilisce l’ordine di sfilata) e 9 del regolamento comunale. Nella riunione del 16 marzo scorso l’organismo tecnico ha riscontrato l’accoglimento da parte del Gremio dei Braccianti di alcune indicazioni. Innanzitutto il nome, con il riferimento alla categoria di arti e mestieri dei braccianti e non più dei facchini. Spada e spadino poi saranno concessi solo ai gremianti di bandiera. Accantonata la feluca, più complicata è invece la questione relativa alla cappa bianca, segno distintivo dell’Arcigremio della Mercede. Entrambi gli elementi sono stati qualificati come incongrui dalla Commissione storica. In occasione della seduta del successivo 16 maggio sono state definite le modifiche necessarie per l’ammissione: venga fatto decadere il prefisso arci (da arcigremio), modificare il nome in Gremio dei Braccianti, si conferma che spada e spadino possano essere concessi sono ad obriere e gremianti di bandiera, non si indossi più la feluca e sia rimossa la cappa bianca trovando un’alternativa cromaticaRichieste accolte dal gremio, con una eccezione per la cappa bianca solo per la prima partecipazione alla Faradda. È la Commissione stessa a suggerire che il gremio possa partecipare sin dalla prossima edizione in forma ufficiale e con il candeliere. Nel caso in cui la Discesa non dovesse svolgersi regolarmente per motivi legati al coronavirus la partecipazione può svolgersi con la sola bandiera piccola, come accaduto nel 2021 per gli Autoferrotranvieri. Ma la Commissione ha fatto presente anche la proposta del Gremio dei Braccianti di consentire per il solo primo anno di partecipazione l’uso della cappa bianca limitatamente ai soli tre gremianti di bandiera. Una concessione temporanea, che secondo i tre esperti non deve però essere trasformata in permanente, perché entrerebbe in contraddizione con la congruità del costume gremiale con la festa.

L’Arcigremio della Mercede nel 2016

Il Consiglio comunale, prima nelle due commissioni permanente e poi nell’assemblea, è chiamato ad esprimersi su quest’ultimo punto: il gremio è ammesso dalla prossima Faradda con il candeliere e con i tre gremianti di bandiera che portano la cappa bianca solo per il primo anno. Con una ulteriore norma transitoria, sulla falsariga di quanto accaduto nel 2021, come detto prima: in caso di ritorno a misure di contenimento del contagio da coronavirus, la Faradda si svolgerebbe in forma ridotta e i Braccianti parteciperebbero con la sola bandiera piccola. «Speriamo non succeda, ma se ci saranno nuovamente restrizioni sanitarie si procederà in questo modo», ha sottolineato l’assessora Useri.

Un passaggio, quello sulla cappa bianca ammessa temporaneamente, che ha subito sollevato le perplessità della minoranza consiliare. La posizione è stata spiegata da Fabio Pinna e Giuseppe Mascia, esponenti del Pd. «È una forzatura ritenere che quell’abito sia di un gremio. Il sodalizio per 60 anni non era un gremio, lo statuto era depositato a Roma. Un gremio invece deve avere un legame verso un culto e rappresentare una corporazione di arti e mestieri. Ecco perché il colore non può essere il bianco, che da sempre è il colore della Chiesa», ha ricordato Mascia. No insomma alla norma transitoria. «Il punto centrale è prevedere questa eccezione, seppure limitata per il primo anno. Ecco perché chiediamo sia eliminata. Del resto, la stessa Commissione Storica è perplessa sulla proposta di tenere la cappa bianca alla prima Discesa. Facciamo nostra questa perplessità. Sul regolamento che disciplina come si svolge la Faradda decide del resto il Consiglio comunale», ha detto Fabio Pinna. «Togliere la cappa bianca era un punto essenziale già nel 2017. Allora furono loro a tirarsi indietro dalla partecipazione alla Faradda. Adesso abbiamo fatto tutti un passo indietro», ha aggiunto Marco Dettori (Futuro Comune), gremiante dei Macellai e vicepresidente dell’Intergremio. «La deroga è solo per quest’anno e ce lo dice la Commissione Storica», ha però insistito Sebastiano Toschi Pilo, presidente della I Commissione ma anche gremiante dei Viandanti.

Quando si discute di Faradda da sempre gli animi si scaldano. È una caratteristica dei sassaresi, tanto che la storia dei gremi cittadini è ricca di episodi di liti e scontri feroci. Anche nel recente passato, quando furono ammessi altri gremi, come i Fabbri nel 2006 e i Macellai nel 2016, non sono mancati momenti di tensione. Difficile insomma che la politica ne resti immune. Stavolta però ad allontanare qualsiasi rischio ci hanno pensato gli stessi Braccianti. È bastava una telefonata: «Rinunciamo totalmente alla cappa bianca alla Faradda». Per le altre celebrazioni nel corso dell’anno il discorso è diverso. Ma il 14 agosto il bianco non ci sarà. Tutto risolto insomma.

Il Consiglio comunale ratificherà l’ammissione dei Braccianti alla Faradda già nella seduta di giovedì 23 giugno. L’ordine del giorno (che originariamente era interamente riservato all’approvazione del rendiconto della gestione 2021) è stato infatti integrato dalla capigruppo di mercoledì mattina con l’aggiunta del punto “Presa d’atto del parere favorevole espresso dalla Commissione storica della faradda circa l’ingresso del Gremio dei Braccianti (ex “Facchini”) alla “Faradda” dei Candelieri 2022 – Modifica articoli 3 e 9 del vigente regolamento della discesa dei candelieri”. (lu.fo.)

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