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Grazia Deledda e Maria Carta ricordate a Granada

Iniziativa della Fondazione Maria Carta e dell’Università di Granada. Al Dipartimento di italianistica seminario su Sardegna e Sicilia. Concerto del duo Fantafolk e di Manuela Ragusa

Granada (Spagna). L’Università di Granada e la Fondazione Maria Carta hanno ricordato le figure di due donne sarde del Novecento, Grazia Deledda e Maria Carta, in una serie di iniziative che si sono tenute nella città andalusa tra il 14 e il 16 ottobre scorsi.

La Corrala de Santiago, suggestivo spazio all’interno di una residenza di proprietà dell’ateneo, ha ospitato nel suo cortile circondato da portici, il concerto del duo Fantafolk con Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto, accompagnati dalla voce di Manuela Ragusa. Il repertorio proposto ha spaziato dalla tradizione sarda alle suggestive sonorità provenienti dal mondo balcanico e dall’Irlanda.

Il Dipartimento di italianistica della facoltà di filosofia è stato sede di un seminario dal titolo “Geografia e letteratura nell’Italia contemporanea”, con uno sguardo rivolto alle due grandi isole, la Sardegna e la Sicilia. Della prima si è parlato in questa occasione, mentre il convegno sulla Sicilia si terrà il prossimo mese di novembre.

Il seminario sulla Sardegna è stato incentrato sulle figure di Grazia Deledda e Maria Carta.

Neria De Giovanni, presidente dell’associazione internazionale dei critici letterari, ha descritto nel suo appassionato intervento la figura e il ruolo di Grazia Deledda nella società del suo tempo, poco incline se non addirittura ostile a riconoscere un ruolo sociale alle donne.

Alessandra Sanna, sassarese, docente di letteratura italiana nello stesso ateneo di Granada, ha voluto soffermarsi su un aspetto poco conosciuto della multiforme attività artistica di Maria Carta, ossia il versante poetico. È stata posta in rilievo la genesi e formazione dei diversi componimenti dell’opera “Canto rituale”, pubblicata nel 1975.

Gli studenti, tra cui anche alcuni italiani presenti a Granada nell’ambito del progetto Erasmus, hanno effettuato un lavoro di traduzione di alcune poesie di Maria Carta in lingua spagnola e il presidente della Fondazione a lei intitolata, Leonardo Marras, ha manifestato l’impegno per sostenere la loro pubblicazione in un apposito volume.

Lo stesso Marras ha illustrato l’attività della Fondazione su Maria Carta e per il progetto Freemmos sullo spopolamento avvalendosi della proiezione di due video.

Durante il seminario e i due concerti, il responsabile del Comitato Scientifico della Fondazione, Giacomo Serreli, ha tracciato un quadro sintetico dell’originalità e unicità del patrimonio etnomusicale sardo e delle influenze della cultura iberica, introducendo in questo modo le performance del duo Fantafolk e di Manuela Ragusa.

 Il concerto tenuto nell’aula magna del Dipartimento di etnomusicologia, già sede della vecchia facoltà di Medicina, è stato caratterizzato da un’intensa interpretazione del brano “Fizu su coro” da parte di Manuela Ragusa e dall’intervento come ospite accanto ai Fantafolk del talentuoso sassofonista granadino Arturo Cid.

Degno di nota l’incontro con la poliedrica artista sassarese Alessia Desogus, molto apprezzata nella città andalusa dove vive e lavora da anni.

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