Porto Torres

Grave e nefasta la vendita di Versalis

Le segreterie territoriali Uiltec, Filctem e Femca intervengono sulla decisione dell’Eni e denunciano il silenzio delle istituzioni

 

 

BF3-1106Porto Torres. «La vendita di Versalis al fondo SK Capital e le conseguenze che la decisione assunta dall’ENI determinerà, saranno, in particolare per il territorio sassarese, gravi e nefaste». È quanto rimarcano in una nota le segreterie territoriali Uiltec, Filctem e Femca. «L’Eni scappa dalla Sardegna, cede i suoi impianti nel sud, configura la definitiva fine di quelli del nuorese e infine vende l’intera azienda, liberandosi anche degli impianti insediati al nord. Le organizzazioni sindacali di Categoria dei “chimici”, quelle dei lavoratori dell’indotto, le confederazioni, hanno più volte e in varie forme denunciato, quasi sempre inascoltate, quanto pericolosa fosse la strategia messa in atto dal colosso a sei zampe. Lo sciopero del 27 novembre con la manifestazione e l’assemblea pubblica a Porto Torres, lo sciopero e l’assemblea del 20 gennaio, partecipata da tutti i lavoratori e da molti sindaci del territorio, hanno reso evidente quanto e come, ciò che sta avvenendo nello stabilimento, non sia una faccenda che riguarda i soli lavoratori in esso impiegati. Le città e i paesi del Sassarese, prima fra tutti Porto Torres, misurano la miseria nella quale, giorno dopo giorno, inesorabilmente stiamo scivolando. Le istituzioni locali, in tutte le occasioni che gli abbiamo dato comprese quelle sopra citate, hanno manifestato la loro solidarietà, lo hanno fatto anche alcuni consiglieri regionali, manca ed è sempre mancato però, un reale e proficuo coinvolgimento, una azione politica coordinata, di sindaci e consiglieri, nei confronti del governo regionale e nazionale. Il presidente Pigliaru è disinteressato, Renzi appoggia e plaude alla vendita, il partito di maggioranza del governo regionale e nazionale é impegnato, non solo a livello regionale, in beghe interne. L’attuale segretario regionale Renato Soru, lo stesso che tempo fa ha teorizzato l’uscita di scena dell’ENI, oggi tace. Un silenzio che purtroppo crediamo debba essere letto come assenso. Lo stesso assordante silenzio di chi nel territorio è nato, ha vissuto e costruito la sua carriera politico istituzionale. Non uno ma molti, sostanzialmente tutti i Sassaresi che oggi hanno un ruolo politico più o meno rilevante, in regione e al parlamento sono accumunati da questo assordante silenzio, nei casi migliori da un imbarazzante balbettio».

«Noi no, noi non ci arrendiamo, nella assemblea del 20 tutti i lavoratori ci hanno chiesto di unire le nostre forze, nei giorni scorsi il dramma dei lavoratori della Simind, ha rinvigorito il nostro convincimento. Alla assemblea nazionale dei quadri e dei delegati del gruppo ENI ribadiamo la nostra posizione e lo facciamo registrando, purtroppo, l’assenza delle istituzioni. Il presidente Pigliaru, che il 5 febbraio scorso, nel corso dell’incontro tenuto con le federazioni di categoria a Porto Torres, formalmente invitato all’assemblea, ha dichiarato alla presenza della stampa, che avrebbe garantito la partecipazione di un suo rappresentante, oggi non ha permesso a nessuno della giunta di partecipare, probabilmente perché richiamato dal governo che ieri ha incontrato il fondo SK Capital. La giunta regionale unisce al disinteresse per il settore industriale, una evidente sudditanza verso il governo centrale. Questa comunione di errori condannerà il territorio di Sassari e la Sardegna ad una inevitabile quanto prossima, definitiva agonia. Dobbiamo impedire che accada, dobbiamo impedire che l’ENI SKcappi, per questo lo sciopero del 19 febbraio, nato a livello nazionale come sciopero del gruppo ENI, nel nostro territorio DEVE DIVENTARE lo sciopero di tutto il settore industriale, per questo lo sciopero darà origine a una manifestazione, nella quale chiediamo a tutti senza distinzione, di partecipare, convinti che possiamo uscire da questa infinita, crisi solo mettendo insieme le forze. Convinti che non si tratti di una questione tra azienda e lavoratori, convinti che dal risultato di questa vicenda dipenderà molto, forse tutto il futuro industriale e non solo del territorio. Un futuro che tutti avevamo disegnato e che vedeva nel progetto della Chimica Verde la possibilità di rinascita e trasformazione, che oggi viene messa in discussione ancora una volta. Il 19 chi sarà alla manifestazione sarà con i lavoratori, chi non ci sarà sarà contro, non esistono possibili vie di mezzo».

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: