Regione

Gli eletti in Consiglio regionale: Piero Maieli (PSd’Az)

Medico veterinario, vive e lavora a Ploaghe. «È importante programmare in maniera puntuale, non navigare a vista come si è fatto negli ultimi anni». L’intervista

Piero Maieli

Sassari. Piero Maieli, 42 anni, medico veterinario, è uno dei nuovi volti del Consiglio regionale. Originario di Ozieri, vive a Ploaghe, dove esercita la libera professione, che affianca all’incarico di responsabile per le attività di controllo della qualità e sanità animale presso il Caseificio Pinna di Thiesi. Il tema della protesta dei pastori sul prezzo del latte ovino è tuttora all’ordine del giorno e dalla nuova Giunta regionale si attendono risposte immediate. Maieli è stato eletto con il PSd’Az, di cui è il più votato nella circoscrizione del nord ovest. La Sardegna, i temi della quotidianità dall’economia al lavoro che non c’è, fino al sardismo e alla soddisfazione per avere riportato alla guida dell’Isola un sardista, il presidente e segretario del PSd’Az Christian Solinas. «Sono un uomo della Sardegna», esordisce Maieli. «Mi è sempre piaciuto interessarmi dei problemi della gente e quindi come percorso naturale questo è un arrivo».

La sua attività lavorativa la portano a confrontarsi quotidianamente con i problemi del territorio. Quali proposte avanzerà in questo avvio di legislatura?
«Mi muovo su tutta l’isola e quindi ho un quadro privilegiato e abbastanza completo. Per quanto riguarda il mio settore in questo momento siamo al centro di una situazione epocale come quella della “crisi del latte”, ovvero la protesta sul prezzo del latte ovino, che ha raggiunto dei toni esasperati, anche con manifestazioni che non hanno nulla a che vedere con la protesta, sconfinando nel vandalismo, nel teppismo e nella delinquenza pura. Sicuramente questo è un problema che dovremo affrontare immediatamente con il presidente Christian Solinas. Io credo di essere abbastanza ferrato in materia visto che mi occupo da 16 anni dell’assistenza zootecnica alle aziende. Dopo il latte ci sarà sicuramente la peste suina e poi gli altri problemi che riguardano non solo il settore di cui mi occupo professionalmente. Ci sono aspetti del vivere quotidiano, della nostra Sardegna, dalla sanità ai trasporti e tanto altro, che attendono delle risposte».

Qual è la sua idea di Sardegna? La nostra isola sembra muoversi ancora con il freno a mano inserito.
«Credo molto nella programmazione, in tutti i settori. Quindi programmare in maniera puntuale, non navigare a vista come si è fatto negli ultimi anni. Manca una visione a lungo termine. Non si può pensare di tappare un buco da una parte quando da un’altra si stanno aprendo delle falle».

Dopo 34 anni alla guida della Regione Sardegna ritorna un presidente legato al vessillo dei Quattromori.
«Prima di tutto bisogna cercare di richiamare il concetto di sardità. E sardità fa rima, e molto bene, con solidarietà. Dobbiamo essere solidali tra di noi, dobbiamo tutelarci tra di noi, non dobbiamo pensare che la salvezza arrivi da fuori dalla Sardegna. Come Partito Sardo d’Azione siamo un esempio di ciò che è lo spirito identitario. Altri partiti se ne sono fatti anche loro padroni. Ma lo spirito di appartenenza alla Sardegna nasce nel PSd’Az. Per questo mi sono candidato e credo molto in questo partito».

Auguri di buon lavoro allora. Fortza Paris!
«Grazie. Fortza Paris!».

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