Regione

Gli eletti in Consiglio regionale: Desirè Manca (M5s)

Con 2600 voti circa è la più votata per il Movimento 5stelle. «Anche in questa campagna elettorale abbiamo lottato contro il voto basato sulle clientele e le parentele»

Desirè Manca (M5s)

Sassari. Desirè Manca, dal 2014 consigliere comunale a Sassari, è uno dei volti nuovi del Consiglio regionale sardo, rinnovato con le elezioni di domenica scorsa. Con 2600 voti circa (numero ancora provvisorio) è la più votata tra gli eletti del M5s (tre donne e tre uomini, rappresentanza paritaria perfetta). «Una sorpresa, non mi aspettavo assolutamente di risultare la più votata per il M5s in tutta la Sardegna. Ma, soprattutto, ciò che sento forte è la responsabilità, che sono certa sarà motivo di spinta ulteriore per lavorare meglio per tutti i nostri cittadini».

Nel 2014 la prima elezione, al Consiglio comunale di Sassari. Adesso il Consiglio regionale.
«Sono contenta di avere avuto cinque anni di esperienza nel Consiglio comunale della mia città, che mi hanno permesso di conoscere meglio gli strumenti a disposizione dei consiglieri, in quel caso comunali, adesso regionali. Seppure all’opposizione abbiamo dimostrato anche a Sassari quali iniziative e battaglie portiamo avanti a favore dei nostri concittadini».

Il M5s ha corso ancora una volta da solo e molti in questo hanno visto un atto di coraggio. Ma fa parte del vostro dna. Ha sentito qualcuno del direttivo del Movimento?
«Ho ricevuto tantissimi messaggi soprattutto di affetto, perché nel M5s si respira un’aria un po’ di famiglia. E di grande stima da parte dei “big”. La cosa che mi ha colpito di più è l’attestato di fiducia che ho riscontrato tra la mia gente, tra i cittadini e soprattutto tra i sassaresi. E questo per me è la sorpresa più grande».

Una domanda gliela dobbiamo però fare. Lo scorso anno, alle politiche del 4 marzo, i numeri a vostro favore dicevano 42 per cento. Stavolta c’è stato un distacco di ben trenta punti percentuali. Il vostro candidato presidente Francesco Desogus ha ricordato che le elezioni politiche sono differenti da quelle regionali e locali.
«L’ho già detto. Non si può paragonare una tornata politica nazionale a una regionale perché cambiano tutti gli atti, tutti i sistemi di coinvolgimento delle persone. Anche in questa campagna elettorale abbiamo lottato contro un sistema radicato anche in Sardegna, quello del voto di scambio. Noi speriamo di combatterlo anche con il reddito di cittadinanza, che abbiamo istituito. Però persiste e permane. Per cui si tende a votare l’amico, il parente, il cugino, il nipote. Noi invece portiamo avanti un programma elettorale, vanno avanti sempre le idee e le persone vengono dopo. Proprio una concezione del voto completamente diversa. Per cui non possiamo paragonare le elezioni nazionali con quelle regionali. E quand’anche volessimo farlo faccio notare che il M5s non era presente in Consiglio regionale. Entriamo per la prima volta, siamo in sei e rappresenteremo il popolo».

No al clientelismo, lavorerete insomma solo per la Sardegna e i sardi.
«Questo è quello che abbiamo sempre fatto e per me parla ciò che ho fatto in Consiglio comunale. Il nostro obiettivo è lavorare per migliorare la qualità della vita delle persone».

Lei farà parte in Consiglio regionale di quella pattuglia ancora ahimè esigua di donne elette. Farà sentire la sua voce?
«Non credo di avere mai avuto problemi in merito. Anche se fossi stata da sola avrei fatto sentire a gran voce la mia… voce, che è quella di tutte le donne ma anche delle persone che, ribadisco, e sono state tante, che hanno riposto molta fiducia nei miei confronti. Sono certa che farò valere la nostra voce».

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