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Giornalisti in combattimento, i caduti della I Guerra Mondiale

Furono sette, tra cui Attilio Deffenu. Questo pomeriggio (lunedì) a Sassaro corso di formazione promosso dall’Ordine regionale della Sardegna

 

CorseraDichIGuerraMondSassari. Nell’inutile strage, come fu definita da papa Benedetto XV la Prima Guerra Mondiale, anche i giornalisti hanno versato un pesante tributo di sangue. Le ricerche di Pierluigi Roesler Franz, giornalista del Corriere della Sera e della Stampa, hanno portato, finora, alla scoperta di 228 giornalisti che hanno perso la vita in combattimento.

Dei giornalisti morti in guerra e di quelli che continuano a rischiare la loro vita per raccontare i conflitti che insanguinano il mondo, si parlerà oggi, lunedì 24 aprile, a Sassari in un seminario organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna. Si tratta di un evento formativo per i giornalisti (ma aperto al pubblico) che si svolgerà dalle 14 alle 17, nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia, in piazza d’Italia, e che assegnerà ai partecipanti tre crediti formativi.

Tra le vittime della “Grande guerra” ci sono almeno sette giornalisti sardi. Tre di loro combattevano nella Brigata Sassari. Fra essi anche Attilio Deffenu, l’intellettuale e un giornalista nuorese, esponente del sindacalismo rivoluzionario e dell’autonomismo sardo che fondò la rivista “Sardegna” e morì sul Piave nella primavera del 1918.

Dopo l’introduzione del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, Francesco Birocchi, interverranno Pierluigi Roesler Franz e i giornalisti Roberto Zalambani e Maurizio Orrù, autori di importanti ricerche sull’informazione in periodo di guerra e sulla partecipazione dei giornalisti alla Resistenza.

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